Le isole minori si uniscono contro i tagli dei tribunali

tribunalelamaddevidenzaLA MADDALENA – La scorsa settimana si è tenuta a Roma una riunione dell’associazione delle Isole Minori con all’ordine del giorno la questione della chiusura delle sezioni distaccate di tribunale nelle 5 isole minori (Elba, Ischia, La Maddalena, Capri e Lipari). La riunione è stata convocata dal presidente Corongiu e dalla segretaria Usai a seguito dell’entrata a regime della riforma che ha soppresso oltre 900 uffici giudiziari in tutta Italia, tra tribunali centrali, procure e sezioni distaccate, e ha visto anche la partecipazione… di due parlamentari toscani. Il presidente Corongiu ha ribadito la necessità di marciare tutti insieme nella stessa direzione ed ha spiegato di avere richiesto al ministero una sospensione per un anno della riforma per le isole minori.

«Nel mio intervento – afferma Chicco Tirotto consigliere comunale e avvocato – sia pure approvando le proposte del presidente Corongiu, ho sottolineato che la riunione era fuori tempo massimo, visto che la riforma era già entrata in vigore. Ho rilanciato quindi ai 14 delegati presenti la richiesta fatta dal nostro sindaco al presidente della Regione, di aderire alla richiesta di indizione di un referendum abrogativo degli articoli sul riordino degli uffici giudiziari già fatta ad agosto dal consiglio regionale dell’Abruzzo. Se oltre all’Abruzzo ed entro il 30 settembre deliberassero altri 4 consigli regionali sarebbe possibile votare insieme agli altri referendum sulla giustizia proposti dai radicali».

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Ed è rivolta degli avvocati di Olbia: «La giustizia qui non è più di casa»

avvocati olbiaOLBIA «Allungamento sino a tre anni della durata dei giudizi civili, con udienze conclusive rinviate ad oggi nel 2016; costi di esecuzione delle notifiche degli ufficiali giudiziari aumentati del 400%: sono questi i risultati della riforma della giustizia in Gallura». La denuncia arriva dagli avvocati del Comitato Civico per l’istituzione del Tribunale di Olbia attraverso il portavoce Ciriaco Pileri, secondo il quale «la giustizia non è più di casa» nella città gallurese. Oggi l’ennesimo appello contro la cancellazione della sede distaccata del Tribunale di Tempio che costringe gli avvocati ad un pendolarismo quotidiano. «La riforma giudiziaria ha penalizzato tutti – sottolinea Pileri – ma in particolare i cittadini che subiscono la lentezza di un sistema giudiziario in panne per una palese incapacità di smaltire le cause in tempi ragionevoli». L’avvocato spiega: «il 75% del carico di cause del Tribunale di Tempio arriva da Olbia, percentuale che corrisponde alle persone e professionisti che devono mettersi in viaggio per lavoro o per cercare giustizia». Con ovvio incremento dei costi, a carico dei clienti. Di qui la richiesta affinchè i politici «inizino a rispettare gli impegni presi: portare la questione davanti al ministro Anna Maria Cancellieri».