Pedroni: «Comiti, un buco nero… ha fallito»

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Il consigliere di opposizione invita la maggioranza a meditare sul suo malgoverno

gaetano pedronievidenzaLA MADDALENA – La nomina del nuovo capogruppo di maggioranza, Orlando Barsi, non spegne le polemiche. L’addio dell’ex capogruppo Gianluca Cataldi a “Presenti per il futuro” viene considerato un fatto gravissimo dal consigliere di minoranza Gaetano Pedroni. «Cataldi ha rappresentato la maggioranza in aula, nelle commissioni consiliari, per anni ha difeso le linee politiche di questa amministrazione – commenta Pedroni –. Poi non vota il bilancio e si chiama fuori dal gruppo. Una conferma di ciò che sostengo da tempo. Che l’amministrazione Comiti tira a campare, incapace di portare a compimento le promesse elettorali e fornire risposte alle più semplici esigenze dei cittadini». Pedroni fa l’elenco dei tanti lavori iniziati e non ancora conclusi della cataldi glgiunta Comiti, al secondo mandato. «Il waterfront, le opere dell’ex G8, le bonifiche, i beni demaniali, la ex scuola americana, l’Opera Pia, le intese in particolare sul Club Mediterranée, i trasporti – commenta –. Temi a cui si devono aggiungere le quotidiane piccole esigenze della comunità, ignorate sistematicamente da questa amministrazione. Parlo di decoro urbano, viabilità, manutenzione delle opere pubbliche e delle strade, la cura del verde pubblico, la toponomastica, la mancata assunzione del personale stagionale dei vigili urbani. Ma l’elenco è molto più lungo». Pedroni tocca anche i temi dell’Urbanistica. «Si prosegue con le deroghe all’Urbanistica, che consentono ampi margini di manovra all’assessorato di riferimento in assenza di un Piano urbanistico comunale che nel Comiti-2-w2010, in campagna elettorale, veniva dato come pronto per essere approvato e che invece non è mai arrivato in Consiglio». L’addio di Cataldi, secondo Pedroni, dovrebbe far riflettere anche il resto della maggioranza. «Che mediti seriamente sul proprio fallimento e rifletta sulle responsabilità di un malgoverno che è sotto gli occhi di tutti». (La Nuova Sardegna)

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