«I poligoni militari sardi sono strategici… e La Maddalena sarà potenziata»

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Il Capo di stato maggiore della Difesa parla a bordo della portaerei Cavour. «Per quanto ci riguarda le bonifiche su Quirra e Teulada sono state fatte… e a La Maddalena la Marina Militare verrà potenziata».

Luigi_Binelli_MantelliPORTAEREI CAVOUR – MAR MEDITERRANEO L’Italia sarà presente in maniera ancor più significativa all’interno degli assetti Nato, e la Sardegna «sarà sempre più strategica visto anche quello che succede nel Mediterraneo». Parola di Luigi Binelli Mantelli, Capo di stato maggiore della Difesa. Una riduzione o addirittura la dismissione dei due principali poligoni militari, Quirra e Teulada, non è neppure presa in considerazione. «Abbiamo dato tutti gli elementi necessari alla magistratura per le indagini in atto, ma non pensiamo certo di chiudere i due siti. Per quanto ci riguarda noi le bonifiche in quelle aree le facciamo». L’ammiraglio, al vertice delle forze armate italiane, è stato presente ieri con i massimi esponenti delle tre armi, alla cerimonia che ha in qualche modo “dato il benvenuto” all’interno dei dispositivi Nato alla nostra portaerei. Nel 2014 l’Italia assumerà il comando della Forza di Reazione Rapida dell’Alleanza, e a guidare questa non tanto piccola “armada” sarà per la prima volta proprio la Cavour. Ieri a bordo della portaerei gioiello della Marina, una piccola città galleggiante, con 530 persone a bordo, aerei a decollo verticale Harrier AV8 ed elicotteri di diversa tipologia, il Comitato militare della Nato e diversi componenti del Consiglio Atlantico, hanno di fatto accolto nel più avanzato assetto offensivo Nato la Cavour. L’assenza del ministro della Difesa, trattenuto nella Capitale per la crisi di governo, è stata compensata dalla presenza del presidente del comitato militare della Nato, il generale danese Knud Bartels, e soprattutto dalla presenza del vicesegretario generale, l’ambasciatore statunitense Alexander Vershbow. Quest’ultimo, dopo essere stato ambasciatore in Russia, in Corea e nella stessa Nato, sino a poco più di un anno fa è stato responsabile del coordinamento delle politiche di sicurezza e difesa degli Usa in Europa, Medio Oriente e Africa. Insomma, una delle menti più raffinate del Dipartimento di Stato, con una profonda conoscenza delle relazioni russo-americane. Non a caso Vershbow ha ribadito che «l’Europa deve essere sempre più capace di crescere nella Nato. E noi dobbiamo essere pronti ad aiutare le istituzioni là dove sono crollate». In questo caso il riferimento è al caos libico, che preoccupa la Nato quasi quanto la Siria. Fonti dell’Alleanza confermano che nei primi mesi del 2014 partirà una complessa missione nel Paese, non come supporto alle forze armate, «ma su espressa richiesta dei libici come sostegno per ricostruire le catene di controllo e comando del loro esercito, oggi in realtà costituito da gruppi autonomi».

E così lo scenario libico da un lato, che vede l’Italia naturalmente in prima fila, e l’escalation siriana (a cui l’esercitazione di questi giorni non è direttamente collegata), fanno ancor più risaltare sia il ruolo strategico della nostra Marina Militare (che in una prospettiva a medio termine, riceverà parte dei compiti e delle competenze svolte dalla Sesta Flotta Usa), che la funzione definita «essenziale» dai vertici delle nostre forze armate della Sardegna. «La nostra operatività – ha detto amm_de_giorgi_csmBinelli Mantelli a commento della giornata, con a fianco il capo di stato maggiore della Marina De Giorgi e il comandante della squadra navale Foffi – garantisce l’utilità degli investimenti che vengono affrontati. Le nostre forze armate devono essere sempre pronte a qualsiasi chiamata in maniera tempestiva ed efficace». Ieri a bordo della Cavour è stato dato un breve saggio delle capacità operative della portaerei (che insieme alla francese De Gaulle è l’unica “europea” nel Mediterraneo; ma loro non sono entusiasti di dare sempre in dote la loro nave alla Nato…), con 4 appontaggi di aerei in sessanta secondi e spettacolari manovre in funzione di controllo di navi sospette. Se a ciò si aggiungono le modernissime capacità di comando e controllo aeronavale di una intera flotta, si capisce che il ruolo della mariscuola lmdCavour è destinato solo a crescere nei prossimi anni. In questa ottica l’isola rimarrà un indispensabile punto logistico, anche con l’arrivo, già pianificato, degli F-35. E le flotte multinazionali faranno sempre più tappa nei porti sardi, visto che continueranno a esercitarsi al largo delle nostre coste.

I poligoni, dunque, non verranno chiusi ed inoltre una maggiore attenzione la Marina avrà per La Maddalena. «Non abbandoneremo l’isola, la faremo diventare un polo formativo di alta eccellenza – ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio De Giorgi – …basta uno sguardo alla geografia e si capisce come La Maddalena mantiene intatto il suo potenziale logistico…».

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