Sulle demolizioni Comiti chiede uno stop

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COMITI: “…a  La Maddalena non esiste un fenomeno di abusivismo speculativo…” – COLUMBANO: “La colpa di tutto questo è di chi ha sfiduciato l’Amministrazione Giudice, prendetevela con loro!”

LA MADDALENA – Un situazione veramente complicata quella delle demolizioni delle opere abusive che si sta per abbattere a La Maddalena. E che  sia un fatto estremamente serio e preoccupante lo conferma, non solo la messa in atto degli abbattimenti da parte del nuovo Procuratore della Repubblica di Tempio Domenico Fioralisi – che di demolizioni qualche anno fa ne fece eseguire 130 in Ogliastra – ma anche il fatto che venerdì 11 ottobre u.s. è stato firmato uno specifico protocollo unitario disposto dalla Procura Generale di Cagliari con le altre sei Procure della Sardegna e proprio nella sede della Procura di Tempio.

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E mentre si avvicinano i giorni stabiliti per l’abbattimento delle case abusive, che con sentenza sono passate in giudicato sono già nel mirino della Procura della Repubblica, il sindaco Angelo Comiti, tenta disperatamente di fermare LE RUSPE evidenziando “la peculiarità del contesto territoriale e sociale a cui ci si riferisce, pur condividendo il principio secondo cui le sentenze vanno rispettate ed eseguite, essendo convinto inoltre che l’abusivismo edilizio sia un reato odioso ed esecrabile”.

COMITI__3Lo scrive in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo, ai Capigruppo in Consiglio Regionale, al Presidente della IV Commissione Gian Franco Bardanzellu, al Presidente della Giunta Regionale Ugo Cappellacci, all’Assessore Regionale all’Urbanistica Nicolò Rassu, al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, al Presidente dell’A.N.C.I.M. Mario Corongiu e al Prefetto di Sassari,  consegnata alla stampa  ed esposta  anche  di fronte ai capi famiglia presenti nel salone consiliare, che il sindaco ha  voluto ascoltassero.

Leggi la lettera

A tutti ha  voluto far sapere che “…a  La Maddalena non esiste un fenomeno di abusivismo speculativo anche perchè La Maddalena e il suo Arcipelago sono da sempre oggetto di un sistema vincolistico, acuito dalla istituzione del Parco nazionale, che consente l’utilizzo del territorio comunale a fini edificatori, per una quota approssimativamente pari al 40% del territorio della sola isola madre. È evidente che tale circostanza ha determinato una situazione di mercato pressoché inaccessibile per molte famiglie che hanno dato una risposta al bisogno di edificare ponendosi al di fuori della legge ma –almeno in alcuni casi- edificando la loro prima e unica abitazione”. Il sindaco ha anche precisato che non ha nessuna intenzione di attirare l’attenzione della stampa su casi che non siano di provata necessità. Ma ritiene, ”vista l’allarmante situazione di carattere sociale difficilmente risolvibile, sia necessario un provvedimento legislativo che inserisca una moratoria temporale concordata che dia il tempo, anche se molto ne è trascorso invano, di “salvare il salvabile”. Poi, con una certa enfasi e come ultima annotazione, che non ha nessuna efficacia dal punto di vista giuridico ha detto: “…ritengo che lo Stato possa momentaneamente soprassedere nella dimostrazione della sua forza, in una città dove è largamente deficitario e colpevolmente in ritardo su questioni di vitale importanza che attengono a diritti sacrosanti di questa comunità, vilipesa e offesa da toppo tempo. Comiti, ancora, ha detto a tutti i presenti, che confida in una assunzione di responsabilità, seppur riferita ad un tema scivoloso e difficile, da parte del consiglio regionale, unico organismo istituzionale che allo stato delle cose può metter in campo un’iniziativa che consenta una momentanea e virtuosa sospensione dei provvedimenti in atto. Ha anche affermato che il giorno 16 andrà a Cagliari anche se all’ordine del giorno non è stato inserito  proprio questo punto  , anche se nel suo ultimo incontro a Cagliari  presso la IV commissione, seppur nelle diverse sfumature palesate dai commissari, ha evidenziato la disponibilità alla ricerca di un percorso unitario dal punto divista politico-istituzionale.

Dal canto loro, gli interessati agli abbattimenti presenti alla conferenza stampa, pur  riconoscendo di aver sbagliato, si attendono possibili sviluppi positivi.

Abbattimenti2

Ma l’ultimo colpo di scena di questa conferenza stampa, è stato quando l’ex assessore Andrea Columbano, entrato in consiglio A TESTA ALTA, ha  voluto rispondere  a quelli che  lo hanno accusato di aver cambiato le zone da “RURALI”“ZONE H”:

“Io Ho fatto rispettare la legge; avevamo anche predisposto le dovute variazioni per sanare il possibile. Poi l’amministrazione Giudice è caduta… quindi…

andrea columbano

…Andate a prendervela con chi ha causato tutto questo!

(vedi IL DOCUMENTO)

1.  Cannas Diego – Maggioranza – (Capo Gruppo di Maggioranza)

2. Belli Gianvincenzo – Opposizione

3. Luigi LAPERA – Maggioranza

4. Carlo RANDACCIO – Opposizione

5. Michele BAFFIGO – Maggioranza

6. Giuseppe DELIGIA – Opposizione

7. Antonio SATTA – Maggioranza – (Presidente del Consiglio)

8. Stefano FILIGHEDDU – Opposizione

9. Franco CUREDDA – Opposizione

10. Pierfranco TIROTTO – Opposizione

11. Giacomo GRONDONA – Maggioranza

12. Cecilia CARTA – Maggioranza

13. Luigi PIRREDDA – Maggioranza – (Vice Sindaco)

14. Roberto UGAZZI – Maggioranza – (Assessore)

15. Pierfranco ZANCHETTA – Opposizione

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La Conferenza Stampa del Sindaco Comiti

Servizio di Lorenzo Impagliazzo

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L’Unione Sarda

Il sindaco:  «Ora salviamo il salvabile»

comitipreoccevidenzaLA MADDALENA In una lunga lettera, inviata a tutte le autorità e al procuratore di Tempio, Domenico Fiordalisi, il sindaco Angelo Comiti, ha sintetizzato il problema degli imminenti abbattimenti delle costruzioni abusive presenti sul territorio comunale. «Sono convinto che l’abusivismo edilizio sia un reato odioso ed esecrabile, ma vorrei anche parlare delle peculiarità del contesto territoriale e sociale a cui ci si riferisce: un sistema vincolistico, acuito dalla istituzione del Parco nazionale, che consente l’utilizzo del territorio comunale a fini edificatori, per una quota pari al 40% della sola isola madre». Cosa che avrebbe determinato una situazione di mercato praticamente inaccessibile costringendo alcune famiglie ad edificare «ponendosi al di fuori della legge ma per poter avere la loro prima e unica abitazione». Pertanto, a detta del primo cittadino, si tratterebbe di un «abusivismo non speculativo. Vista l’allarmante situazione di carattere sociale difficilmente risolvibile – ha continuato Comiti – ritengo sia necessario un provvedimento legislativo che inserisca una moratoria temporale concordata per dare il tempo, anche se molto ne è trascorso invano, di salvare il salvabile. Ritengo che lo Stato possa momentaneamente soprassedere nella dimostrazione della sua forza, in una Città dove è largamente deficitario e colpevolmente in ritardo su questioni di vitale importanza che attengono a diritti sacrosanti di questa comunità, vilipesa e offesa da troppo tempo».

bonanno-per-foto2Anche il presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Bonanno, aveva affermato di voler «verificare quelli che sono i veri casi umani, per un rallentamento della procedura entro i termini che ovviamente possono essere tollerati dalla legge». Per Bonanno «la situazione è molto complessa», ed è ovvio che «se non intervengono  novità normative non si potrà procedere diversamente da quello che la sentenza ha previsto. Bisognerà quindi dare supporto a queste persone e accelerare quelle che sono le procedure per la realizzazione di case di edilizia popolare». Il sindaco ha, infine, concluso affermando di «aver evidenziato la disponibilità della regione verso la ricerca di un percorso per un’iniziativa che consenta una momentanea e virtuosa sospensione dei provvedimenti in atto».

Francesco Nardini

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