La battaglia contro la ASL del Gruppo Socio Politico Cristiano

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La-Cava-Vincenzo-dueLA MADDALENA – Non piacciono al gruppo Socio politico cristiano i progetti che riguardano la sanità in Gallura. Non solo l’ipotesi di un accorpamento dell’Asl 2 con l’azienda sanitaria di Nuoro, o il ridimensionamento dell’ospedale “Paolo Dettori” di Tempio Pausania, naturalmente. Una nota del Gspc verte soprattutto sui timori per «la trasformazione del nosocomio maddalenino “Paolo Merlo” in casa della salute, poliambulatorio decentrato o ospedale di comunità, un presidio con alcuni infermieri, ausiliari e medici di base, con il sicuro invio dei pazienti in altri ospedali nelle 12 ore diurne di accoglimento».

Il Gruppo «auspica che l’amministrazione comunale, con uno slancio di dignità istituzionale, chieda all’Asl alcune cose che ritiene fondamentali: prima di tutto «il rispetto dell’accordo siglato un anno fa con il direttore generale sulla piena funzionalità della camera iperbarica». Quindi si sottolinea l’esigenza di «un pronto soccorso adeguato alle norme connesse all’insularità, un reparto di medicina funzionante, una chirurgia operativa per piccoli interventi, la pediatria, l’ostetricia con annessa la ginecologia, del tutto operative; e infine, la dialisi non ridimensionata, la radiologia con medici stanziali e il laboratorio di analisi adeguatamente attrezzato». Il Gspc afferma di essere «intenzionato a smascherare chi, in dispregio alle norme specifiche che prevedono i servizi minimi per le isole minori, ha contribuito all’ulteriore smantellamento delle nostre strutture sanitarie».

A giudizio del Gruppo, l’ospedale della Maddalena, “Paolo Merlo”, «con il colpevole silenzio dell’amministrazione comunale, subisce il lento smantellamento di tutti i reparti sanitari». La Nuova Sardegna