“La carota va sempre in C… all’ortolano…”

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…ma nessuno prende provvedimenti!

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LA MADDALENA – Non riusciamo più a contare le volte in cui nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale di La Maddalena compare il punto “Discussione Ordine Pubblico”. Ed anche questa volta ricompare all’ottavo posto… per discutere chissà cosa?

Ma cosa si può fare?

Cosa può fare realmente un Sindaco per governare l’ordine pubblico in una cittadina come la nostra?

Antonio Albanese avrebbe risposto: “Una beata M…..”

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Almeno per una volta, parliamoci chiaro.

COMITI ANTISOMMOSSALe innovazioni normative introdotte con la Legge 24 luglio 2008, n. 125 di conversione del Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 92 (c.d. “pacchetto sicurezza”), recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, sono numerose ed incidono, in modo significativo, non solo su aspetti settoriali legati a situazioni specifiche ma sul ruolo stesso delle amministrazioni locali, fornendo loro nuovi poteri in materia di sicurezza urbana ed una maggiore cooperazione tra le Polizie locali e le Forze dell’ordine.

Il potenziamento di questi strumenti giuridici a disposizione del Sindaco per il contrasto della criminalità locale, dunque, dovrebbero essere frutto di un bilanciamento tra le prerogative statali in tema di sicurezza pubblica e l’esigenza di valorizzare il ruolo degli enti locali, in maniera tale da dover realizzare un più efficace decentramento delle funzioni pubbliche ed un potenziamento dell’armamentario giuridico a disposizione del Sindaco per il contrasto della criminalità locale.

Ma queste, però, sono solamente parole buttate al vento dal legislatore, perché in realtà un Sindaco ha le mani legate dal Patto di Stabilità.

In una cittadina come la nostra, dove l’Autorità di Pubblica Sicurezza è conferita al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Porto Cervo (ora Cannigione) e dove la Caserma dei Carabinieri è significativamente ridotta all’osso, il Sindaco ha ben poco da organizzare e gestire, soprattutto perché non ha le sufficienti risorse finanziarie per poter agire fattivamente sulla pubblica sicurezza della propria Città, tanto meno, la facoltà di potenziare la locale caserma dei Carabinieri o aprire un Ufficio di Pubblica Sicurezza.

Non ci sono i soldi per assumere ulteriori Vigili Urbani, non ci sono i soldi per acquistare telecamere di controllo, non ci sono i soldi per acquistare la benzina per i mezzi di polizia locale… e, soprattutto, non c’è personale sufficiente per pattugliare il territorio.

Sotto certi aspetti possiamo ancora ritenerci una cittadina tranquilla ma quest’ultima escalation di attentati che in questi giorni riempe le prime pagine dei giornali, però, non può essere superata con il solito punto all’ordine del giorno di un Consiglio Comunale che non riesce a far sentire la propria voce con atti urgenti, concreti e martellanti rivolti a chi di dovere con l’obbligo di provvedere… cioé:

Il Prefetto.

Continuare a puntare il dito contro il Sindaco con le solite faziose considerazione da piazzetta politica, a mio avviso, non è il percorso giusto da intraprendere: è solo tempo perso… o tempo guadagnato, probabilmente, per chi è semplicemente in campagna elettorale.

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Forse, e dico forse, si dovrebbe pensare a dedicare un unico consiglio comunale alla sicurezza pubblica, in cui tutti i politici, ognuno per la sua parte, abbandoni per un attimo l’antagonismo alla corsa della poltrona e ne tragga un unico documento all’unanimità da inviare con urgenza all’onorevole Ministro dell’Interno… e a tutto il resto della banda… per far sentire con forza la voce di questa Città…

Alberto Tinteri

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