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Dal 1972 al 2008: conferma da una lettera inedita del presidente Carter a Cossiga

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SASSARI – Armi nucleari americane in Italia sin dal 1962 e, sicuramente, in Sardegna dagli anni Settanta. La rivelazione arriva da un documento inedito. È la lettera scritta da Jimmy Carter nel 1979 all’allora premier italiano Francesco Cossiga per ringraziarlo del ruolo svolto nel processo d’installazione degli Euromissili, da opporre agli arsenali Urss. Lettera rimasta finora top secret. Il presidente Usa dà per scontata la presenza di armamenti atomici nel nostro Paese dall’epoca della crisi di Cuba. E quando Carter scrive conferma così, indirettamente, che i missili nucleari si trovavano anche a bordo dei sommergibili atomici della Us Navy durante le manutenzioni a La Maddalena, base attiva sull’isola di Santo Stefano per 36 anni, dal 1972 al 2008.

Ho-visto-uccidere-la-Prima-RepubblicaDi estremo interesse alcuni passaggi del documento, che ieri l’ex consigliere e braccio destro di Cossiga, l’ambasciatore Sergio Berlinguer, ha fatto pubblicare nel suo saggio di memorie “Ho visto uccidere la Prima Repubblica”. L’opera, appena distribuita nelle librerie per le Edizioni Delfino, ieri pomeriggio alle 18 è stata presentata nella sede della “Nuova Sardegna”, a Predda Niedda, strada 31. La lettera era stata scritta alla Casa Bianca esattamente 35 anni fa e recapitata a Palazzo Chigi il 17 novembre 1979. A fianco le parti iniziale e finale del testo inglese con la firma di Carter.

Di seguito i punti salienti che fanno luce sulla presenza di queste armi sul suolo italiano.

«Caro signor Primo Ministro, voglio ringraziarla per la sua recente lettera, consegnata dall’ambasciatore Pansa il 9 novembre: il suo forte sostegno è stato determinante per formare un consenso all’interno dell’Alleanza in merito allo schieramento e al controllo degli armamenti nucleari – esordisce Carter – Ho apprezzato specialmente il suo aiuto e l’aiuto del Ministro degli Esteri Malfatti e del Ministro della Difesa Ruffini nei vostri recenti incontri con i leader olandesi. La forte posizione che lei ha assunto (…) costituisce un bene importante per gli sforzi dell’Alleanza nel convincere gli Olandesi ad unirsi a noi senza riserve».

Dopo altre considerazione sugli equilibri internazionali durante quella fase finale della Guerra fredda, Carter così prosegue con il passaggio oggi più significativo: «In merito alla regolamentazione sulle armi nucleari schierate sul territorio italiano, sono lieto di confermare che gli Stati Uniti continueranno a considerare l’accordo del 1962 tra le nostre due nazioni come applicabile alle armi nucleari collocate in Italia, incluse le nuove armi a lungo raggio che saranno schierate in base alle decisioni sul TNF prese dall’Alleanza a dicembre, e le armi nucleari già esistenti in Italia. Come Lei suggerisce, un accordo che renda effettivo il precedente impegno riguardo alle nuove armi nucleari a lungo raggio da schierare in Italia dovrebbe essere concluso attraverso le negoziazioni bilaterali una volta che l’Alleanza avrà preso le sue decisioni sull’ammodernamento. Cordialmente, Jimmy Carter».

cossiga

La presenza di missili nucleari a bordo dei sommergibili non è mai stata in discussione. Nel tempo il ministero ha però sempre negato che si potessero trovare a bordo nelle manutenzioni degli hunter killer a Santo Stefano. Ricostruzioni palesemente non credibili per ragioni oggettive di dislocazioni alternative delle armi. In seguito smentite sin dalla fine degli anni ’80 da parlamentari della Nato a livello europeo. Ma oggi i fatti, con la lettera inviata a Cossiga nella quale si fa cenno a una rete ben più estesa di armi nucleari sul territorio italiano, trovano definitivi e autorevolissimi riscontri. La Nuova Sardegna

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