Lassù qualcuno ci guarda

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Preghiamo via Internet…

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LA MADDALENA – Riemerge in questi giorni, tra i fedeli isolani, il problema della Croce Luminosa posizionata in località la Crocetta, costruita e innalzata con il sacrificio di tanti fedeli. Questo luogo di fede, a dire di tanti, è diventato invece un comune luogo commerciale in cui sono state posizionate telecamere e varie apparecchiature, utilizzate principalmente per scopi non religiosi dalla Ditta Stel S.r.l., con il benestare dalla nostra Chiesa, come riportato anche sul Bollettino Parrocchiale n. 41 del 09.10.2010, avente come titolo “E’ stata restaurata la croce luminosa alla “Crocetta” dalla ditta Stel. S.R.L.

Ma il caso era già stato sollevato da Liberissimo.net nel lontano 2010.

Il 13 settembre 2010, in occasione della Santa Messa celebrata da Don Domenico Degortes per la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce erano presenti numerosi fedeli.

In quell’occasione, durante l’omelia, il parroco ebbe a manifestare il comportamento incivile e di poco rispetto da parte di ignoti verso il luogo sacro della Croce Luminosa, fatta oggetto, peraltro, di azioni sconsiderate, facendo così riferimento alla Ditta Stel che si sarebbe presa l’impegno di preservare il luogo con una particolare manutenzione di sicurezza.

Per i fedeli presenti, la notizia fu accolta subito con grande soddisfazione, coscienti della solidarietà manifestata da questi imprenditori.

I lavori di manutenzione, riguardavano il posizionamento di nuovi tiranti che erano stati spezzati ed era stata anche installata una telecamera per tenere lontani i vandali. Ma a questi sistemi di sicurezza dedicati al luogo sacro, è apparsa altra strumentazione non pertinente al luogo: venivano istallati alcuni ripetitori a bassa potenza per l’erogazione del servizio internet con una rete di protezione dedicata esclusivamente agli stessi ripetitori, che da li in poi ha sempre impedito l’accesso ai fedeli alla nostre Croce Luminosa.

Purtroppo e con grande rammarico, quello che si era pensato durante quella Messa  non si è avverato: la nostra Croce Luminosa era diventata un semplice punto commerciale per i sistemi di internet, asservita – tral’altro – da energia elettrica pubblica destinata per  scopi religiosi.

Per molti fedeli, il giochetto è apparso veramente sconcertante, e qualcuno, ancora oggi, si domanda:

  • Come può un simbolo religioso – come la nostra Croce Luminosa, per quanto radicato nella cultura e nella civiltà di una Comunità, essere sottoposto a scopi commerciali?
  • Come può la nostra Croce Luminosa essere ancora considerata simbolo della nostra civiltà, se i valori su cui si fonda “la cristianità” del passato non può più condividersi nella cultura secolarizzata e pluralistica di oggi?

Queste domande hanno un senso, ma solo se la Croce viene ridotta a mero simbolo culturale o viene identificata per una civiltà particolare, dimenticandone la sua natura religiosa.

Infatti, la Croce non può essere ridotta a mero simbolo culturale di secondo ordine se poi viene utilizzata per scopi materiali non condivisibili con la fede. Ecco perché la Croce non può essere usata come strumento discriminatorio culturale, politico e sociale: fare ciò equivale a contraddirne il suo Santo significato d’origine.

Certo è che un popolo, una Comunità, un gruppo di fedeli può anche perdere la propria identità cristiana e la Croce diventare un semplice strumento per fini politici o commerciali, ma –  ricordiamocelo tutti: resta sempre il simbolo della liberazione integrale dell’uomo, della pace fondata sulla giustizia, sulla solidarietà, sulla fratellanza e sull’amore universale.

La Croce è solo il simbolo universale e perenne della nostra Critianità.

Detto ciò, vogliamo evidenziare che la Croce rimane sempre un simbolo di grande significato per tutti, anche se la nostra fede cristiana dovesse divenire una cultura di minoranza religiosa, ma chi ne ha fede non potrà mai rinunciare alla sua tradizione religiosa.

Tuttavia, come non è lecito strumentalizzare il simbolo della Croce a fini di lotta politica, religiosa o di semplice interesse commerciale, è necessario riaffermare che la Croce Luminosa sta in piedi da sola e non perché imposta da una norma o da una lobby, ma solamente grazie alla forza del suo messaggio religioso e alla testimonianza di quanti ispirano in essa la propria vita e il proprio impegno per costruire – tutti assieme – un’umanità di pace e fraternità.

Messi di fronte a questo fatto compiuto, che va avanti da anni, benché consci della difficoltà di ripristinare nella sua origine spirituale la nostra Croce Luminosa, non ci esime – come impotenti commentatori e liberi cristiani, di chiedere a chi di dovere che vengano rimossi al più presto tutti gli strumenti commerciali inappropriati, per dare la possibilità a tutta la Comunità Cristiana di riavere la sua Croce Luminosa e raccogliersi liberamente in preghiera sotto quel simbolo di fede.

Lo dissero i Frati Certosini… e noi lo ricordiamo:Il mondo gira… la Croce stà”.

Giovanni Antonelli
Antonio Lattarullo

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      volare_emma

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