Critiche sulla Legge dei Parchi

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da La Nuova Sardegna

Non piacciono le norme: meno tutela e più business Ma all’Asinara e alla Maddalena manca ancora il presidente

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SASSARI – Da parco ambientale a parco giochi. La legge di riforma delle aree naturalistiche arrivata alla Camera raccoglie solo critiche nell’isola.

In Sardegna ci sono due parchi e mezzo. La Maddalena e l’Asinara che da oltre dieci anni cercano di trasformare i parchi in moltiplicatori di posti di lavoro ed euro. E il parco mai nato del Gennargentu, la più grande incompiuta ambientale. Un sogno di riscatto per l’economia delle zone interne finito nel grande incubo della burocrazia. A questo si devono aggiungere nove parchi regionali, quasi inesistenti, e quattro Aree marine protette. L’Amp gioiello è a Tavolara, una sintesi perfetta di tutela ambientale e business, quella della penisola del Sinis, poi Capo Carbonara e Capo Caccia.

I punti contestati. La nuova legge sui parchi prevede che i dirigenti vengano scelti non più dal ministero ma dagli enti locali. Si propone di abolire l’albo del direttivo dei parchi. In altre parole il presidente potrà anche non avere nessuna competenza specifica ambientale. L’accusa, non troppo velata dei critici della nuova legge è che diventi un maxi parcheggio di politici senza poltrona. Le associazioni di difesa del territorio puntano il dito contro altri aspetti della riforma. Come l’idea di allentare i vincoli ambientali e favorire più aspetti manageriali nella gestione dei parchi. Un futuro più da parco di divertimenti che da oasi naturalistica che gli ambientalisti vogliono bloccare.

Altri due punti controversi riguardano la possibilità che viene data di portare avanti attività anche con impatto ambientale in aree protette. Si potrà fare pagando delle royalties, una sorta di diritti di sfruttamento, all’ente Parco. La legge dà anche la possibilità di lasciare il controllo faunistico nelle mani dei cacciatori. Articoli che hanno già fatto scendere in trincea associazioni come Wwf, Italia Nostra, Legambiente.

Nell’isola. In Sardegna la situazione sembra essere ancora più complessa. Al di là del parco del Gennargentu, entità immaginaria, quelli della Maddalena e dell’Asinara sono afflitti da un male comune: le lotte poltiche. All’Asinara da oltre un anno non c’è il presidente. Dopo l’addio di Pasqualino Federici il centrosinistra non è riuscito a trovare l’accordo sul nome di un sostituto.

Anche alla Maddalena manca il presidente. La lotta feroce all’interno dei vertici dell’ente ha affondato Giuseppe Bonanno. Al suo posto c’è un commissario. Il comandante della capitaneria. In altre parole, anche senza la riforma i parchi nell’isola hanno già un’autonomia limitata.

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