Punti nascita, nessun dietro front

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da La Nuova Sardegna

Il manager Moirano: «Sulla Maddalena si difende una posizione indifendibile»

“NON C’E’ PIU’ NIENTE DA FARE…”

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OLBIA – Ribadisce la sua missione da tecnico. Far quadrare i conti della sanità sarda e migliorare una organizzazione che la politica regionale ha scordato di programmare per decenni. E su alcuni temi caldi in Gallura come i Punti nascita, il super manager Fulvio Moirano mostra una posizione netta. Dopo La Maddalena, ormai condannata alla conferma della chiusura del Punto nascita, a tremare è Tempio.

«Non è solo la Sardegna ad avere problemi con i Punti nascita – dice Moirano nella conferenza socio-sanitaria davanti ai sindaci della Gallura –. 500 parti significa avere un parto al giorno, quindi ostetrici e medici che alcuni giorni non fanno nulla. Anche Olbia non ha numeri molto grandi. 1000 parti sono il minimo previsto dalla legge. Sulla Maddalena se la politica mi scrive che il Punto nascita deve rimanere lo tengo, ma io lo chiuderei. In Piemonte ne ho fatto chiudere sette-otto. La decisione è però politica, ma la mia opinione è che si sta difendendo l’indifendibile.

Anche se avessi tre miliardi in più non lo riaprirei. Ciò che è da difendere è invece la copertura delle emergenze».

Parole di fronte alle quali il sindaco Luca Montella replica. «Sia chiaro che essere gentili e corretti politicamente non significa essere imbecilli – afferma –. Quando si parla della Maddalena ribadisco al manager Moirano l’invito che gli feci a Sassari in un precedente incontro. Non si faccia raccontare la nostra isola da Olbia o da Cagliari. Ma da noi e dal personale sanitario che lavora all’ospedale Paolo Merlo. I medici del posto non hanno il potere di dire liberamente cosa funziona o non funziona. E non parlo solo del Punto nascita».

Montella strappa l’impegno per un incontro specifico sulla Maddalena per il 29 maggio, nell’isola.

La versione dell’incontro con i sindaci, nel documento ufficiale della Assl, è invece di natura molto tecnica e dalle tonalità rosee. «Stiamo definendo un documento di dimensionamento degli organici, mi impegno a riequilibrare alcuni squilibri che ho trovato, ma devo necessariamente fare un discorso aziendale di Ats, che punta a soddisfare i bisogni della popolazione».

Sono le parole di Moirano citate nella nota.

E ancora. «Ci sono alcuni tempi d’attesa intollerabili, per questo intendiamo portare avanti un progetto che da una parte andrà a razionalizzare la spesa, consentendo allo stesso tempo di migliorare la qualità del servizio offerto, con degli evidenti vantaggi per la popolazione».

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