Sanità. La Maddalena, spera…

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E così fu anche per la Saremar…

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Prima c’erano gli Yenkee con il Nucleare…

Ora c’è la riconversione de “La Maddalena del Nord”…

con la ASL all’idrogeno del Soviet Supremo Cagliaritano

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LA MADDALENA – Leggo – con una certa confusione – sul quotidiano La Nuova Sardegna, “IL CASO” del Paolo Merlo di La Maddalena – (vedi):

  • Il Reparto di Ostetricia del Paolo Merlo non sarà chiuso subito dopo il via libera del Consiglio alla riforma… ma sarà chiuso quando sarà a pieno regime il servizio di elisoccorso…”
  • L’on.le Pierfranco Zanchetta, resiste in aula e continua a chiedere all’Assessore Arru di presentare al Ministero della Salute l’istanza di deroga per il Paolo Merlo…”

E allora… mi domando se questo Assessore – Medico -Luigi ARRU, abbia mai letto il famoso Decreto Balduzzi(Rif. Art. 9.2.2 – All. 1):

  • Le Regioni e le Provincie autonome di Trento e di  Bolzano  possono prevedere  presidi  ospedalieri  di  base  per  zone  particolarmente disagiatedistanti piu’ di 90 minuti  dai  centri  hub  o  spoke  di riferimento (o 60 minuti dai presidi di pronto soccorso), superando i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace. I tempi  devono essere definiti sulla base di oggettive tecniche di misurazione o  di formale documentazione tecnica disponibile…
  • Tali situazioni esistono in  molte  regioni  italiane  per  presidi situati in  aree  considerate  geograficamente  e  meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente  dilatazione  dei tempi, oppure in ambiente insulare.

Ebbene, questa strana vicenda della Riforma Sanitaria Regionale, fra mezze verità e giochetti di palazzo, convince poco i maddalenini: sufficiente per avere un quadro più completo e rimarcare – (ormai alla nausea) – quello che politicamente sta accadendo in questi ultimi mesi.

L’assessore Arru, irremovibile sino a qualche giorno fa, stanato ora dalla sua roccaforte, ha finalmente confessato che la deroga per La Maddalena non è mai stata chiesta al Ministro della Salute – ritenendola inutile – considerato che il Presidio Ospedaliero Paolo Merlo – a differenza dell’Isola d’Elba che ha beneficiato invece di apposita deroga – non rispetta i parametri per poterla ottenere.

Ma di quale parametri parla l’Assessore Arru? …Quando la salute dei cittadini confinati in un Isola è da considerarsi sempre a rischio:

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Per geografia  e  meteorologia ostile e disagiata!

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Concetto, questo, confermato anche dalla stessa Ministra della salute Beatrice Lorenzin, sia nella lunga risposta alla famosa interrogazione presentata a marzo dal deputato Pierpaolo Vargiu… ma, anche qui a La Maddalena, dove ha chiaramente detto di non aver mai ricevuto alcuna richiesta dalla Regione, ritenendo così di non poter aiutare l’Isola, come invece ha fatto per altri luoghi con simili problemi.

Ricordate quanto disse il Gran Maestro Giulio Andreotti?

“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”

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E allora: Difronte a tanta incertezza, cosa può pensare l’ignaro cittadino, che vuol tentare di fare una normale analisi politica… per capire cosa realmente sta succedendo?

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In primo luogo, tenendo conto che tutti i territori, associazioni, comitati e semplici cittadini si sono ribellati a questa riforma sanitaria, (francamente fatta male), ad oggi ancora non si placa la protesta; si continuano a registrare sempre più pressanti rimostranze in vario modo e a vario titolo, contro questo esecutivo Regionale Sardo – di Centrosinistra – che con questa brutta politica dei numeri, senza tenere conto delle esigenze della gente, ha fatto si che lo stesso popolo sovrano – ormai stanco e confuso – sia arrivato al punto di odiare questa legge – (peraltro ancora in itinere) – definendola una vera e propria…

…RIFOGNA SANITARIA

A livello sociale, dunque, il gradimento di questa amministrazione regionale, ormai, è gravemente considerato dalla maggior parte dei Sardi “insufficiente“:.

  • Un esecutivo Regionale ostile, testardo  e irremovibile che – nel nostro caso specifico – ha dichiarato più volte che la deroga al Paolo Merlo verrebbe bocciata “per mancanza di numeri”, rimarcandolo ancora ora senza mai averla chiesta.

In particolare, quindi, il maddalenino cittadino-ignaro/spettatore, nelle sue deludenti e mortificanti conclusioni non può che dedurre che tale richiesta, da avanzare ora al Ministro della Salute… (e chi sa come confezionata?), può trasformarsi così come la “bella furbata di circostanza”, orchestrata ad hoc da qualche pifferaio magico per poter poi dire:

  • Avete visto?… Non è colpa nostra, non è colpa della Regione
  • E’ colpa della Ministra Lorenzin! (…che alle prossime politiche di Marzo, presumibilmente, scomparirà dalla scena politica Alfaniana di governo… potendosene fregare così ORA del caso Pancioni a Maddalena…)
  • Noi abbiamo chiesto la deroga… ma non ce l’hanno data!

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La Sanità è materia Regionale!

Questi signori dovrebbero prendersi le loro responsabilità e mettere i fondi a disposizione del popolo sovrano per rendere anche il Paolo Merlo di La Maddalena sicuro e riaprire il suo Punto Nascite, senza chiedere finte deroghe e, soprattutto, senza tagliare gli altri servizi fondamentali che già appartengono a quest’Isola…

È nelle loro possibilità!

…E non si capisce perché abbiano scelto questa super-strada buia che conduce invece ad uno scontato vicolo chiuso.

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Concludendo:

Non ci resta che chiedere:
  • Ma quali servizi sarà in grado di fornire il Paolo Merlo dopo questa Rifogna Sanitaria? – (…oltre al business dell’Elicottero, condimeteo avverse permettendo…)
  • Ad oggi ancora non si conosce la sorte di questo Ospedale!

Speriamo vivamente di sbagliarci… – ovviamente per il bene di tutti – ma… con tutte queste chiacchere – sparate ad arte, crediamo proprio che la famosa supercazzola politica della nostra disavventura stia proprio prendendo una gran Bella Forma.

Che fare?

Considerando che, (ancora per un anno…), non abbiamo alcuna voce in capitolo… attendiamo fiduciosi nell’accoglimento degli annunciati “Emendamenti Salva Isola”

Alberto Tinteri
Antonello Sagheddu

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      Renzo Arbore Sì, la vita è tutta un quiz

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