Sanità. Zanchetta infuriato: “Sempre più soli”

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La censura politica ricevuta dall’assessore alla Sanita’ la scorsa settimana in aula, si riverbera anche sul manager dell’Ats. Moirano che, come Arru, ha il dovere di ascoltare i bisogni dei territori!

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CAGLIARI – Mutuando in forma negativa il nome dall’associazione femminile “Mai più sole“, impegnata nella tutela dei diritti delle donne malate di tumore, intendo alzare i toni della protesta nei confronti dell’assessore Arru e dei vertici della sanità sarda, comprese le strutture organizzative periferiche (leggasi ASSL) piegate ai diktat dell’Ats, per denunciare lo stato di assoluto abbandono e di indifferenza nei confronti degli ospedali di area disagiata e, in particolare, del presidio ospedaliero Paolo Merlo di La Maddalena.

Non è più ammissibile accettare il continuo declassamento dell’ospedale isolano e il deplorevole disinteresse nei confronti della comunità e dei malati maddalenini. Niente pediatra, niente cure oncologiche, stop dell’attività di medicina iperbarica, sospensione del punto nascita, pronto soccorso al tracollo, carenza di personale.

Oggi i malati di cancro (donne e uomini) devono recarsi a Olbia per le sedute chemioterapiche e ai bambini non è più garantito il pediatra ospedaliero.

Le emergenze pediatriche come le sedute di chemioterapia diventano un calvario per piccoli, adulti e famiglie. Bisogna affrontare il lungo e insidioso viaggio verso Olbia che, in questo periodo, diventa un’odissea. Una fatica che i dirigenti della sanità sarda dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Cio’ vale anche per i medici che stanno a Olbia e che si rifiutano di recarsi alla Maddalena.

Una vergognosa pagina alla quale bisogna porre subito rimedio, costi quel che costi.

Disagi e sofferenze non vengono affatto considerati dai vertici. Con il triste slogan “Sempre piu’ soli”, si intende fotografare la situazione e richiamare i responsabili ad intervenire per evitare il completo dissesto della sanità pubblica nelle aree disagiate.

“Sempre più soli” si avvia a diventare un movimento popolare che farà sentire la sua voce. È necessario, urgente e indispensabile, ottenere quanto previsto nella riorganizzazione della rete ospedaliera per gli ospedali di area disagiata. La mancata attuazione della riforma e’ uno schiaffo inaccettabile nei confronti dell’autonomia del Consiglio regionale che il 25 ottobre del 2017 con responsabilita’ l’ha approvata e rappresenta un danno grave per i cittadini.

I più deboli, però, possono aspettare: sembra questa la volontà dei vertici della sanità sarda. Arrivati a questo punto, c’e’ bisogno di un forte scossone dal basso .

La censura politica ricevuta da Arru la scorsa settimana in aula si riverbera anche su Moirano, manager dell’ATS.

Moirano, come Arru, ha il dovere di ascoltare i bisogni dei territori che i consiglieri,eletti dal popolo, gli rappresentano quotidianamente. Ricordo che, Thomas Schael, super manager tedesco della ASL unica di Bolzano, è stato cacciato dalla Giunta della Provincia autonoma perché non dava adeguate risposte ai cittadini südtirolesi. Qualcuno tragga le dovute considerazioni da questo esempio e si interroghi se, tirare troppo la corda, può giovargli.

Pierfranco Zanchetta

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