Sanità. Il 22 settembre manifestazione di protesta in difesa dell’Ospedale di La Maddalena

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CAGLIARI-PAD – “La sanità pubblica è un bene comune che va tutelato anche impedendo progetti di speculazione privata che la danneggino. Nonostante si faccia di tutto per evitare di associare la realizzazione del Mater Olbia al ridimensionamento della rete ospedaliera pubblica di La Maddalena, tutta la Gallura e di tutta la Sardegna, la verità è facilmente dimostrabile e tutta contenuta nelle diverse disposizioni di legge dal 2014” Lo scrive il soggetto politico Caminera Noa, annunciando a La Maddalena, una manifestazione di protesta fissata per il 22 settembre alle 11, a difesa dell’ospedale Paolo Merlo.

“L’accordo imposto da Renzi a Pigliaru per agevolare “gli investimenti privati nelle strutture ospedaliere” è chiaramente riportato nella legge di stabilità 164 del 2014. Il “punto di riferimento per la Gallura”, come è definito il Mater, costerà caro all’isola: mentre la parola d’ordine per gli ospedali pubblici è “riduzione della spesa”, per il Mater, gli euro messi a bilancio ammontano a 55,6 milioni l’anno (Deliberazione di Giunta Regionale n.24/1 del 26/06/2014).

Non è un caso che in questi ultimi due anni siano nati già sedici Comitati in difesa degli ospedali e dei propri territori, molti dei quali convergono nella Rete Sarda in difesa della Sanità Pubblica”.

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Le richieste

Caminera Noa e il Comitato Cittadino in difesa del “Paolo Merlo” di La Maddalena chiedono non solo il miglioramento dei servizi ospedalieri pubblici di grandi dimensioni che invece sono impoveriti in tutta la Sardegna, ma soprattutto la tutela dei piccoli e quelli delle “zone disagiate”, che sono a rischio chiusura o che sono declassati e trasformati in pronto soccorso o strutture di lunga degenza. L’efficienza della sanità pubblica non può essere intesa come un mero taglio delle spese, bensì come una reale riorganizzazione che garantisca uguali servizi di qualità per tutti, a prescindere dalla densità abitativa delle aree di interesse.

“Quello dell’Ospedale “Paolo Merlo” di La Maddalena è sicuramente uno dei casi più emblematici. Un esempio dei tanti danni subiti è quello del punto nascita: a tal proposito chiediamo che non sia chiuso solo perché non risponde a parametri, europei e italiani, stabiliti sulla base di concetti economici di austerity completamente decontestualizzati dalle realtà cui sono applicati. Chiediamo perciò che si applichi la deroga così com’è stato per altri ospedali definiti di “zone disagiate”, per esempio in Sicilia: Bronte, Licata, Nicosia, Corleone, Pantelleria e Cefalù; in Trentino: Cles e Cavalese; in Emilia Romagna:Scandiano (Re) e i due situati nel cratere sismico: Mirandola (Mo) e Cento (Fe).

  • Ripristino e/o potenziamento dei servizi soppressi o ridimensionati a La Maddalena:
  • Oncologia: aperta ufficialmente, in realtà non eroga terapie, solo il prelievo propedeutico alla terapia;
  • Dialisi: chiude alle 14, dopodiché non c’è la reperibilità;
    Ginecologia: soppressa a causa della soppressione del percorso nascite previsto in riforma;
  • Pediatria: aperto solo due volte la settimana;
  • Iperbarica: solo ossigenoterapia, non funziona per emergenze;
  • Chirurgia: chiusa, neanche ambulatoriale;
  • Farmacia ospedaliera:i farmaci arrivano da Olbia e, se non ci sono ambulanze disponibili, non possono essere somministrati ai pazienti;
  • Elisoccorso: per quanto efficiente, nel caso di doppia emergenza o in condizioni meteorologiche sfavorevoli, non potrà mai sostituire l’assistenza diretta in loco.

“Fermiamo la colonizzazione da parte del Qatar”. Secondo Caminera Noa “La Qatar Investment Authority, il fondo sovrano del Paese più ricco del mondo, ha acquistato nel 2012, la Smeralda Holding dal finanziere americano-libanese Tom Barrack, entrando in possesso di un patrimonio immobiliare consistente in 4 alberghi, la marina di Porto Cervo, il Pevero Golf Club e soprattutto nei 2.300 ettari di terreni vergini su cui oggi incombe la minaccia di una immensa lottizzazione. Inoltre La Maddalena, dal gennaio 2019, ospiterà, a seguito di un accordo tra Qatar, Ministero della Difesa, col beneplacito della Regione Sardegna, i soldati del Qatar che si formeranno e si eserciteranno nella scuola sottufficiali «Domenico Bastianini» di La Maddalena. In “cambio” l’emiro Al Thani ha annunciato l’acquisto di quattro corvette per la difesa aerea, prodotte da Fincantieri, perciò il Qatar è in grado, con il flusso di investimenti milionari spalmati in più settori strategici, dai trasporti alla sanità, di influenzare decisioni politiche importanti”.

Ha ragione Claudia Zuncheddu – si legge nel comunicato – a definire l’intera vicenda del Mater Olbia come una «operazione coloniale senza precedenti» avallata dalla quasi totalità delle forze politiche isolane (comprese alcune sedicenti sardiste o sovraniste). Il miraggio di investimenti qatariani nel Mater Olbia, lasciano intravvedere il preludio per l’abbattimento di vincoli e impedimenti all’aumento di cubature e alla realizzazione di nuove faraoniche costruzioni. In poche parole più cubature, cemento e deroghe in cambio di petroldollari. In questa direzione pare essere orientato il governo Pigliaru e i suoi alleati sovranisti che intendono modificare il PPR del 2006. Caminera Noa e il Comitato Cittadino in difesa del “Paolo Merlo” di La Maddalena invitano tutti i cittadini di La Maddalena, Gallura e Sardegna e tutte le associazioni e i movimenti politici sensibili a tali tematiche, a partecipare domenica 22 settembre alle ore 11:00, nel parcheggio degli ospedalieri Piazzale Opera Pia davanti all’ospedale, alla manifestazione a sostegno del “Paolo Merlo”contro la privatizzazione della sanità sarda a sostegno della Sanità Pubblica, sempre più impoverita sia di risorse sia di servizi. Il microfono sarà aperto a tutte le opinioni con la sola discriminante dell’educazione e del rispetto reciproco”.

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