Il Generale Garibaldi, Bettino e Zì Lallena

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7^ Puntata

Forse… tutti non sanno che:

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Tra gli anni ’80 e gli anni ’90, lo Stato decise di fare grandi manutenzioni al Museo Garibaldino di Caprera, addirittura provvedendo a far cambiare anche i pavimenti della casa del nostro Eroe… eh si… proprio quelli dove lo stesso Generale Garibaldi, durante il suo soggiorno, li calpestava quotidianamente.

Trascorsi alcuni anni, dalla conclusione dei lavori, Zì Lallena si domandava dove fossero finiti quei pavimenti e perché lo Stato li avesse fatti sostituire con delle repliche perfette.

Nel Porto di Livorno, nel frattempo, un container sospetto era pronto a partire per Hammamet, destinazione: una gentile Signora.

La Signora di Hammamet, intervistata subito dagli 007 italiani, dichiarò che “la roba” era del Sig. Bettino ed è a lui che era destinata.

Le oltre ottanta casse di proprietà del Signor Bettino, sequestrate a Livorno dalla magistratura milanese e toscana prima dell’imbarco per la Tunisia, contenevano cimeli garibaldini trafugati nei primi anni ’70 dal Museo del Risorgimento di Torino.

I Finanzieri, avvertiti dai giudici milanesi, provvedettero quindi ad ispezionarlo e lo trovarono pieno dei cimeli del Generale di Caprera.

Il Pool di Mani Pulite, che aveva seguito la vicenda, decise allora di affidare parte delle indagini a due poliziotti maddalenini, vicini di casa del Generale, due mezzi svitati conosciuti come Starsky & Hutch, che si misero subito alla ricerca degli altri cimeli trafugati a Caprera nel 1983…

…ma con uno strano divieto: nessuna indagine sui materiali trovati a Livorno…

Nel frattempo, il container di Livorno fu sequestrato e pochi anni dopo gli eredi garibaldini stranamente rinunciarono, lasciando tutto a favore dello Stato.

Starsky & Hutch, però, dopo alcuni salti in banco tra la Corsica e Genova, forse aiutati da qualche latitante sardo in Corsica, riuscirono a recuperare i cimeli del 1983… anche pronti ad essere consegnati alla Gentile Signora di Hammamet ma che, però, furono invece riportati a Caprera… in punta di piedi.

  • Ma dove sono finiti invece i cimeli di Livorno, si domanda Zì Lallena?
  • Forse nel terzo Museo di Garibaldi a Maddalena?

Ebbene No. Inspiegabilmente lo Stato decise di venderli e furono acquistati ad un’asta Bolaffi di Torino il 19 agosto 2015:

  • base d’asta 70.000 €uri —> aggiudicati a 87.500 €uri. 

L’Asta era così presentata: “Offerta in blocco certificata dallo Stato italiano per il suo valore culturale. Nella raccolta garibaldina figurano alcune opere di particolare valore, come il busto in terracotta dell’Eroe dei due mondi di Ettore Ximenes (1882), il ritratto di Vittore Tasca “uno dei Mille” di Giovanni Carnovali detto il Piccio (1863) e l’acquarello dell’incontro di Teano di Sebastiano De Albertis della seconda metà dell’Ottocento”.

«La risposta è stata ottimaha detto Filippo Bolaffidietro il successo dei lotti craxiani credo ci siano appassionati collezionisti e mercanti ma non nascondo possa esserci anche qualche nostalgico socialista».

Allora… Zì Lallena subito si è domandata:

  • Perché non sono stati acquisiti dallo Stato, e quindi dalla Soprintendenza di Sassari competente per territorio?
  • Eppure potevano essere richiesti anche dal nostro Comune?

Nessuno se ne è mai interessato… perché qualcuno li ha voluti “rilasciare” alla libera compravendita dei Socialisti?

Quindi: Da una mano glieli hanno presi… e dall’altra glieli hanno restituiti?

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Nel frattempo…

Si sono fatti – (…e si continuano a fare) – tantissimi convegni, celebrazioni, passerelle di ogni tipo, e quei cimeli sono spariti legittimamente per sempre.

I nostri politici e i governativi con i Signori Ministri continuano a venire a Caprera per visitare ed omaggiare il Generale ma, con prudente attenzione, continuano ad ignorare tutta la vicenda… da eccellenti distratti all’oscuro di tutto.

E Noi cosa possiamo fare per riavere il maltolto alla Storia d’Italia?

N u l l a —>  Segreto di Stato!

(…lo racconta Zì Lallena)

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