Moby Prince. L’amaro ricordo di Carlo Bartolozzi

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LA MADDALENA – “Con ieri, 10 aprile 2019, sono passati 28 anni dalla tragedia della m/n Moby Prince dove morirono a tre miglia da Livorno, 140 persone tra le quali mio fratello Umberto Bartolozzi, ed io, assieme ai miei fratelli Donella e Paolo, e a tutti i familiari di quelle povere vittime, porgiamo un doloroso ricordo, aspettando ancora il come e il perché si è verificata questa tragedia”.

Lo scrive sulla sua pagina Facebook il maddalenino Carlo Bartolozzi, che ha voluto ricordare la tragedia della Moby Prince, dove perse la vita il fratello Umberto, commissario della nave con altri 139 passeggeri ed equipaggio.

Una tragedia che ancora oggi cerca la sua verità. Una causa civile ancora in corso contro lo Stato ritenuto responsabile, attraverso le sue articolazioni periferiche, della morte a bordo del traghetto Moby Prince, nella tragica notte del 10 aprile 1991, di 140 persone, di cui 30 sardi, a seguito della collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada del porto di Livorno.

Un nutrito gruppo di familiari delle vittime ha affidato a un pool di avvocati l’incarico di promuovere l’azione legale.

L’ipotesi su cui hanno lavorato i legali “è basata su alcune precedenti sentenze relative al giudizio promosso dai familiari delle vittime della strage di Ustica e si fonda sulla violazione dell’obbligo della amministrazione competente di garantire la sicurezza in mare, soprattutto in relazione al traffico che si verifica all’interno dei porti“.

Saranno citati in giudizio i ministeri dei Trasporti, della Difesa e la presidenza del Consiglio. “Fu una strage e come tale può ancora essere perseguita”, attacca l’avvocato Carlo Alberto Melis Costa”.

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