G8 Maddalena. Prescrizione anche al Tribunale di Tempio. Nessuno pagherà

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Dopo la beffa di Roma anche a Tempio finisce
con una bolla di sapone

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LA MADDALENA – Come tutti ricordano, dopo il terremoto dell’Aquila, il premier Berlusconi decise molto rapidamente di spostare il G8 da La Maddalena al capoluogo abruzzese come risarcimento per i danni subiti. 8 anni fa:

Come se non bastassero i danni economici causati alla comunità maddalenina, si apriva subito una disastrosa questione ambientale. Le segnalazioni sull’inquinamento di una superficie di 12 ettari attorno all’ex arsenale di Moneta arrivarono alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania e l’allora procuratore Riccardo Rossi – effettuati tutti gli accertamenti del caso – denunciava l’abbandono dei rifiuti causati dalla demolizione del pontile del Molo Carbone che avrebbe dovuto fare spazio alle nuove infrastrutture per il G8.

Secondo la Procura gallurese, quindi, gli interventi di riqualificazione ambientale nello specchio acqueo dell’ex Arsenale di Moneta, invece di risanare i fondali come da previsione dei lavori, avrebbero aumentato l’area inquinata.

I pubblici ministeri avevano ipotizzato che gli imputati avevano ricevuto circa 70 milioni di euro per gli interventi da eseguirsi presso l’ex Arsenale Militare. Infatti, sulla base delle perizie eseguite, gli stessi magistrati avevano sostenuto, con prove alla mano, che il molo Carbone e le aree del Main Center non sarebbero state mai bonificate.

Dalle risultanze delle indagini, infine, furono così indagate 17 persone, tra cui il capo della Protezione Civile Nazionale Guido Bertolaso, ma il processo non è mai iniziato a causa di continui rinvii.

Venerdi 7 giugno u.s.dulcis in fundo – si è formata ufficialmente la prescrizione e quindi tutte le accuse formulate a carico degli imputati sono andate cancellate:

  • Angelo Balducci, l’ex presidente del Consiglio nazionale dei Lavori pubblici
  • Mauro Della Giovampaola, collaboratore di Balducci e capo della struttura di missione per il G8;
  • Luigi Minenza, direttore dei lavori;
  • Riccardo Micciché;
  • Osvaldo Mazzola, rappresentante dell’impresa Cidonio;
  • Matteo Canu, dipendente Impresa Cidonio;
  • Marco Rinaldo, dipendente dell’impresa Cidonio;
  • Patrizio Cuccioletta, presidente della commissione collaudo
  • …e altre sette persone a vario titolo.

Dal procedimento, già inizialmente, erano stati subito esclusi l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso e Fabio De Santis, braccio destro di Balducci e provveditore delle opere pubbliche della Toscana e Damiano Scarcella l’ex responsabile nazionale dell’Ispra.

In conclusione: nessuno pagherà perchè il caso è prescritto.

Il caso è chiuso… Pace & Bene a tutti!

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