G8, ex Arsenale. Strutture devastate. La Regione ha perso solo tempo

.

a La Maddalena, grande amarezza e delusione:

“Restituiteci l’Arsenale Militare!”

Per non dimenticare:

.

LA MADDALENA – Era il 28 dicembre 2017: “Una giornata importante ed emozionante che arriva dopo anni di una ingiustificata, costosa, assurda attesa”. Così aveva dichiarato il presidente Francesco Pigliaru, a Palazzo Chigi, durante la cerimonia per la firma sull’Intesa con il presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, sul futuro dell’ex Arsenale e sulle bonifiche nell’Arcipelago di La Maddalena con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 50 milioni di euro, in parte compresi nel Patto per la Sardegna.

Per La Maddalena era stata tracciata una chiara prospettiva di sviluppo turistico che contava molto sull’Arsenaleaveva detto alla stampa il presidente Pigliaruche fu abbandonata da chi decise di portare altrove il G8 e dall’incuria e sciatteria istituzionale successiva. Con i Governi Renzi e Gentiloni abbiamo lavorato molto sin dall’inizio per sbloccare la situazione e far ripartire quella prospettiva, trovando soluzioni ai molti problemi e recuperando la via del buonsenso: fare dell’Arsenale un grande attrattore internazionale in un’area che ha una fortissima e chiarissima vocazione turistica e nautica. Ci sono bonifiche da fare, interventi infrastrutturali e investimenti per avviare lo sviluppo e creare lavoro, occupazione e benessere”.

L’accordo firmato, quindi, avrebbe messo fine allo stallo che ha riguardato l’ex Arsenale di La Maddalena, in seguito alla dura battaglia legale degli ultimi anni tra Mita Resort e Governo. Poco dopo, anche l’accertamento delle mancate bonifiche nel mare antistante l’Arsenale che determinò la risoluzione della convenzione di gestione della struttura per inadempienza dello Stato. Il lodo arbitrale riconobbe a Mita Resort il diritto a un risarcimento pari a 39 milioni di euro per i mancati guadagni, a carico della Protezione civile.

Nel contempo, anche Mauro Pili di Unidos – (28 dicembre 2017) – riferendosi proprio a quest’ultimo accordo tra Gentiloni e Pigliaru, fece il suo intervento denunciando: “La Maddalena, è una grande farsa di stato con truffa”:

“Una farsa preelettorale con soldi vecchi e impegni campati per aria. Sarebbe bastato leggere i documenti, confrontarli, per rendersi conto dell’ennesimo imbroglio del governo con la complicità di Pigliaru e compagni.

Solo dei dilettanti allo sbaraglio o degli incalliti conniventi potevano accettare la messa in scena di palazzo Chigi e presentarla come una conquista. Sarebbe bastata un pò di onestà intellettuale e la verifica delle cifre e delle rispettive provenienze per rendersi conto che si trattava di soldi vecchi e annunciati ad ogni stagione utile per la propaganda.

I 50 milioni annunciati sono non solo risorse datate ma per molti versi ormai scadute, proprio perché in alcuni casi non esiste nessuna riassegnazione sostanziale e formale. E molte di queste sono somme appartenenti non allo Stato ma al riparto delle risorse Cipe attribuite proporzionalmente ad ogni regione. Quindi si tratta di somme destinate alla Sardegna come dovute e non come concessione di somme aggiuntive.

In questo caso è fin troppo evidente che l’imputazione delle somme la si può ritrovare reiteratamente in accordi privi di consistenza firmati a cadenza annuale tra lo Stato e la Regione. Propaganda bella e buona in cui molti ci cascano per ignoranza o peggio per connivenza.

Basta leggere l’allegato A del fantomatico Patto per la Sardegna dove già si parla di opere di bonifica della darsena dell’ex Arsenale di La Maddalena. Guarda caso nello stesso patto si leggono le stesse cifre di questo ennesimo accordo farsa con un richiamo esplicito a soldi del 2007/2013 e di altri relativi al periodo 2014/2020. Il fatto stesso che si imputino risorse a programmazioni scadute o in scadenza lascia comprendere l’inconsistenza di questi impegni preelettorali”.

Questa è la ricostruzione fatta dal leader di Unidos Mauro Pili il 27 dicembre 2017, nella quale spiegava i passaggi reali dei reiterati annunci sulla vicenda dell’ex Arsenale di La Maddalena. Pili che aveva presentato sul caso numerose interrogazioni e una denuncia alla Procura chiedeva di far luce anche sui danni alle strutture e sulla definizione del contenzioso con la Mita Resort costato tra i 20 e 30 milioni di euro.

“Basterebbe leggere le tabelle e rendersi conto delle risorse e degli impatti annuali per capire – aveva denunciato Pili – che nessuna di queste risorse è stata mai attivata.

Annunciate in pompa magna per tre o quattro volte ma sempre ferme, con una spada di Damocle che gli addetti ai lavori conoscono bene: la revoca degli stanziamenti entro il 2019. A questo si aggiunge che il Cipe non ha mai deliberato nessuna di queste risorse e ha sempre rimandato la legittimazione al reale trasferimento alla disponibilità di progetti concreti e non campati per aria. A tutto questo si aggiunge un capitolo inquietante di tutta la vicenda: la transazione tra la Mita resort già del presidente dell’Eni e la protezione civile. Una transazione finale di cui si ignora il contenuto considerato che l’arbitrato aveva fissato in 36 milioni di euro i danni da pagare alla società della Marcegaglia.

Come si è arrivati a quella definizione e soprattutto sono attualizzati i danni alle strutture dell’arsenale?

Appare evidente che i danni legati alla distruzione dei compound a seguito di incendi e incuria non siano stati in alcun modo presi in considerazione e quindi i costi di ripristino vengono scaricati senza alcuna contabilizzazione sulla Regione. Lo stanziamento di soldi già annunciati reiteratamente negli anni scorsi sono la vergogna più eloquente di questa colossale presa in giro. Gli stessi fondi spacciati risultano, infatti, già previsti nel primo accordo dell’aprile 2013, nel secondo del maggio 2016 e nel terzo del luglio 2016.

Con quale faccia questi venditori incalliti di fumo spacciano risorse e accordi come se fossero risorse nuove e pronte all’uso?

In realtà si tratta di una farsa a cui solo i sudditi possono credere. Il dovere morale – concludeva Pili – impone che se risorse dovranno essere gestite, anche in considerazione delle esperienze passate, sia il Comune di La Maddalena a farlo per evitare nuove perdite di tempo, nuove fughe dalle responsabilità, nuove farse di Stato”.

Insomma:  le bugie hanno le gambe corte?… Ancora una volta, siamo stati presi per i fondelli: Ora …almeno Restituiteci l’Arsenale Militare!” 

.

.

.

.

.

.