Punta Rossa. Un grande bene storico, che va gestito e valorizzato come tutte le fortificazioni sull’Isola

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La parola all’esperto… e storico

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LA MADDALENA – “Subito dopo l’unità d’Italia e dopo la seconda guerra mondiale, esaurita la funzione difensiva, i due sistemi di fortificazioni del nostro arcipelago e della prospiciente costa sarda, abbandonate e spogliate di tutto ciò che poteva essere utilizzato, hanno perso la loro connotazione di “insieme”, un tempo ben identificabile, riducendo la loro presenza a strutture architettoniche isolate e in rovina delle quali resta noto solo il nome, non più il significato.

Pur trattandosi di strutture ormai superate dal punto di vista esclusivamente tecnico-militare, il loro valore deve essere salvaguardato proprio perchè si tratta di beni storici, architettonici e culturali irripetibili.

Senza una giusta valutazione di questo “sconosciuto” apporto specialistico, che la Marina ci ha lasciato, si perderebbe il senso complessivo di un organismo che proietta l’abitato, con la cintura dei forti, ben al di là dello sviluppo precedente, al di là di uno sviluppo immaginabile.

La giustificazione della necessità di un attento recupero globale, sia delle strutture militari che dell’ambiente circostante, al fine di restituire a La Maddalena uno dei più imponenti sistemi di fortificazioni a livello nazionale, trasformandolo con destinazioni precise e funzionali in nuove opere al servizio della città, nasce dal fatto che i forti non sono “episodi” ma elementi vitali di un unico organismo.

E’ fondamentale, quindi, nel momento che si decide di mettere mano a queste architetture, avere in mente un disegno unitario, che consideri il sistema nel suo complesso, così da evitare che l’immagine totale sia frammentata e perduta in recuperi disorganici ed in interventi casuali su questo o quel forte.

Grazie per l’attenzione”.

Arch. Pierluigi Cianchetti

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