Regione. Via la posidonia dalle spiagge nella stagione estiva

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Passa in Aula la proposta di legge del Psd’Az.
M5s: “sarà impugnata!”

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CAGLIARI(ANSA) – Il Consiglio regionale della Sardegna mette a disposizione dei Comuni costieri gli strumenti per liberare le spiagge dalle alghe durante la stagione estiva.

Passa con 30 voti favorevoli, 15 contrari e 7 astenuti (consiglieri del Pd) la proposta di legge del Psd’Az (Franco Mula primo firmatario) che prevede lo stoccaggio provvisorio della posidonia in zone idonee della stessa spiaggia o in altri siti nel territorio comunale. I banchi dovranno essere riposizionati nell’arenile al termine della stagione balneare. Per le attività di stoccaggio saranno usati mezzi meccanici.

Passano anche due emendamenti del Pd che prevedono il divieto di procedere allo smaltimento in discarica e l’obbligo per la Regione di redigere un piano di gestione della posidonia che conterrà schede su ogni singolo sito e linee guida alle quali i Comuni dovranno attenersi per la manutenzione. Il via libera è arrivato dopo ore di discussione in Aula. I Progressisti hanno contestato l’intero impianto della legge: in particolare la consigliera Maria Laura Orrù ha criticato “il ricorso ai mezzi meccanici, nonché la responsabilità lasciata ai Comuni di operare in materia ambientale senza strumenti e senza fornire loro un adeguato supporto tecnico e scientifico”.

Secondo il Movimento 5 stelle, invece, la legge sarà impugnata.E’ risaputo – ha chiarito Roberto Li Gioi – che la Costituzione prevede che lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali“.

Il capogruppo sardista Mula ha difeso il provvedimento. “La posidonia è una risorsa quando è viva – ha spiegato – quando arriva nelle nostre spiagge è un materiale morto: invito a visitare le spiagge di Alghero e ascoltare le persone che vivono in quei territori“.

Secondo l’assessore della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis, “nessuno ha dubbi sul fatto che la posidonia sia un elemento fondamentale per limitare l’erosione costiera, ma occorre capire anche quale sia la linea di confine in cui da strumento di tutela diventa motivo di problemi“.

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