Il nuovo decreto del Governo Conte: “Misure severe ma non ci sono alternative”

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ROMA – Non si ferma l’ecatombe per l’epidemia da Coronavirus, che ieri ha visto 793 morti in più nelle ultime 24 ore in Italia.

È la crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova. Quelle che piangiamo sono persone, sono storie di famiglie che perdono gli affetti più cari. Non sono numeri. Le misure fin qui adottate richiedono tempo. Dobbiamo continuare a rispettare tutte le regole con pazienza, responsabilità e fiducia”.

Sono le parole del Premier Giuseppe Conte, intervenuto in diretta Facebook per l’emergenza Coronavirus poco prima delle 23.30.

La decisione assunta dal Governo è quella di chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia cruciale a garantire servizi essenziali. Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio per stilare una lista dettagliata in cui sono indicate le filiere produttive più necessarie per il funzionamento dello Stato. Continueranno a rimanere aperti supermercati e negozi di genere alimentare. Non c’è nessuna restrizione sui giorni di apertura dei supermercati. Non c’è ragione di fare una corsa agli acquisti e creare code ingiustificabili. Aperte anche farmacie a parafarmacie, i trasporti proseguiranno, attivi servizi bancari e finanziari“.

Le nuove misure restrittive saranno valide fino al 3 aprilele edicole continueranno a restare aperte.

Quelle messe in atto sonomisure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi. 

Lo Stato c’è, il governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa. 

Rallentiamo il motore produttivo del paese ma non lo fermiamo. Non è una decisione facile, ma si rende necessaria oggi per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia. Al di fuori delle attività ritenute essenziali consentiremo solo lo svolgimento di lavoro in modalità smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale. Mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte come una catena a protezione del bene più importante, la vita.

Se dovesse cedere un solo anello di questa catena saremmo esposti a pericoli più grandi, per tutti. Quelle rinunce che oggi ci sembrano un passo indietro domani ci consentiranno di prendere la rincorsa”.

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