Coronavirus. Esposto alla Procura dei Sindaci dell’Alta Gallura: “A Tempio si rischia il focolaio”

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TEMPIO(ansa) – Situazione esplosiva per l’emergenza Coronavirus a Tempio, dove il vicesindaco Gianni Addis lancia un allarme e presenta un Esposto alla Procura della Repubblica:

Si rischia il focolaio e l’emergenza sanitaria all’ospedale Paolo Dettori. A Tempio cinque morti in un giorno, tre in ospedale, uno in hospice e uno in abitazione, e per due dei morti in Medicina la causa è polmonite bilaterale e insufficienza respiratoria acuta.

Gli operatori segnalano un positivo in isolamento, non trasferibile nella sezione Covid-19 e altri ricoverati non dimissibili né spostabili per mancanza di tamponi. Ma il reparto non è stato chiuso né sanificato, i pazienti sono ricoverati; su medici, operatori e altri addetti non sono stati fatti tamponi, non sono isolati o in quarantena; si limitano agli spostamenti casa-ospedale ma continuano a lavorare.

Il reparto di Ortopedia, dove è risultato positivo un paziente trasferito da Nuoro, è stato sanificato, ma a medici e operatori non sono stati fatti i tamponi e frequentano ancora l’ospedale, il personale circola tra reparti, negli spazi comuni e al bar cui accedono anche soggetti esterni, senza protezione.

La maggior parte dei casi di Coronavirus in Sardegna si originano nei luoghi di cura; i sindaci lamentano che un numero incontrollabile di persone circola senza precauzioni e il rischio dilaga fuori dall’ospedale, perciò chiedono di adottare ogni misura di sicurezza e di sottoporre a tampone il personale di Ortopedia e Medicina, adottare i protocolli di sicurezza e farli osservare e fornire di dispositivi di protezione individuale…”

L’esposto, inviato alla Procura di Tempio, è stato trasmesso anche all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, al premier Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza, al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli e al prefetto di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro.

Nel documento, infine, ci sono anche le firme dei sindaci dell’Alta Gallura, che manifestano l’altissima preoccupazione per la popolazione del territorio”.