Caos Sanità. La protesta di Caminera Noa a Sassari. La Regione annuncia potenziamenti

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Proteste in tutta la Sardegna

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ANSA – “La Regione ripristini il servizio sanitario regionale“. È la richiesta formulata dagli attivisti di Caminera Noa, che ieri hanno manifestato a Sassari, in piazza Fiume, davanti alla sede della direzione generale dell’Ats di Sassari.

Prima dell’emergenza Covid 19, Solinas e Nieddu non hanno provveduto alla riforma della rete ospedaliera, cavallo di battaglia in campagna elettorale, non hanno riaperto i presìdi ospedalieri e non hanno ripristinato gli oltre 600 posti letto cancellati da Pigliaru e Arrudenunciano i manifestanti – i primi di marzo hanno sospeso i controlli ordinari programmati per patologie gravi, gli esami diagnostici, molti interventi chirurgici e le visite specialistiche per i pazienti sardi“.

Secondo i promotori della manifestazione, “tutto questo avviene in un contesto di sanità pubblica già allo sfascio, che aveva già tempi giurassici di smaltimento delle richieste già prima del Covid 19“. I presenti hanno anche lamentato che “il perdurare del blocco dei controlli programmati e di prevenzione mette in grande pericolo la vita di numerosi malati di gravi patologie croniche“. 

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La Regione riorganizza la rete ospedaliera solo per Covid-19

Di contro, la Regione Sardegna ha fatto sapere che è stato approvato un piano di riorganizzazione della rete sanitaria, deliberato in Giunta, in cui sono stati previsti più posti di terapia intensiva, da 135 a 236 in totale nell’Isola, e sub-intensiva, con ulteriori 115 attivabili all’occorrenza con la riconversione di posti letto individuati in altri reparti ospedalieri. L’obiettivo, al momento, “è rendere ancora più efficiente la nostra capacità di risposta all’emergenza, rendendo strutturali quelle soluzioni di assistenza ad alta intensità di cure che ovunque si sono rese necessarie durante le fasi più critiche della pandemia”, così come ha spiegato l’assessore della Sanità Mario Nieddu.

Le strutture in cui sarà attivato il piano di incremento delle terapie intensive sono il Santissima Trinità di Cagliari, San Francesco di Nuoro e cliniche San Pietro dell’Aou di Sassari, integrandoli con gli ospedali San Martino di Oristano e Santa Barbara di Iglesias, con una spesa di 5 milioni di euro (dal bilancio nazionale) per l’assunzione di medici, infermieri, oss e autisti, a cui si aggiungono 7,2 milioni di euro (dal bilancio regionale) per il 2021.

Il piano prevede anche adeguamenti strutturali per la realizzazione di percorsi separati e, nei pronto soccorso, di aree di permanenza per i casi sospetti, per i quali è prevista una dotazione finanziaria di 42 milioni.

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