Ospedale Paolo Merlo. Protestano anche i Medici e gli Infermieri. “Minato il diritto alla Salute”

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(Dal quotidiano La Nuova Sardegna)

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LA MADDALENA – I medici, gli infermieri e tutti quelli che lavorano all’Ospedale Paolo Merlo di La Maddalena, tutti assieme nel piazzale dell’ospedale per rispondere alla chiamata della Funzione pubblica della Cgil, un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato anche molti cittadini tornati a manifestare dopo il flash mob di qualche settimana fa in Piazza Comando promosso dall’Associazione in difesa del Paolo Merlo.

Un’assemblea molto partecipata e sentita, in particolare dai diretti interessati, come gli infermieri Elena Moro e Pier Paolo Cicconi, il medico responsabile del reparto di medicina Walter Masoch, il collega dell’oncologia Salvatore Cossu e la dottoressa Debora Fornasier del pronto soccorso: Tutti sulla stessa lunghezza d’onda per denunciare che dal 2015 l’ospedale di La Maddalena viene cannibalizzato dalla politica che guarda più ai numeri che al bene di tutti.

Il dottor Salvatore Cossu ricorda che il suo reparto è chiuso da tempo: «i malati devono spostarsi a Olbia per la chemioterapia con la scusa che nell’isola non c’è sicurezza, mentre prima potevano farla al Paolo Merlo».

La mancanza di risposte sul ruolo attuale e futuro dell’ospedale ha conseguenze che non possono essere più tollerate. Lo grida Elena Moro, infermiera: «Vogliamo più sicurezza, siamo stati abbandonati come lavoratori. E quando abbiamo a che fare con i pazienti non ci sono gli operatori socio-sanitari, i medici, il personale di supporto, la Tac che dovrebbe essere sostituita».

Duro anche l’infermiere Pier Paolo Cicconi. «L’isola non può essere decimata dalla perdita delle persone per mancanza di strutture che possano salvarle. L’Ats, con l’avallo della Regione, non può danneggiare la vita delle persone».

«Con le chiusure dei reparti si stanno minando le basi del diritto a tutela della saluteafferma la dottoressa Debora Fornasier, che presta la sua opera da 12 anni e ora è stabile nel reparto del pronto soccorso –. Come medico non sono in grado di dare sicurezza al paziente perché mancano quelle figure specialistiche di riferimento. Siamo dei professionisti senza braccia e senza gambe e meno male che ci restano ancora la testa e il cuore per quelli che hanno bisogno del pronto soccorso».

«Il Reprato di Medicina stava per essere chiusospiega il responsabile dottor Walter Masoch, che da dicembre andrà in pensione e pertanto nel reparto rimarrà solo un medico – Ci vogliono cinque medici e un direttore. La situazione è drammatica e con un solo medico lo sarà di più. Bisogna far capire che è necessario far arrivare del personale che possa intervenire e sopperire a queste carenze».

Insomma: tutti uniti per salvare il “Paolo Merlo di La Maddalena”

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