I Misteri i più assurdi. Sono passati 40 anni e nessuno è riuscito ad oltrepassare il muro di gomma

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Per non dimenticare…

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È domenica 28 agosto 1988, a Ramstein – in Germania – presso la Base Aerea Militare della Nato è in corso un’importante manifestazione aerea. La folla attende l’esibizione delle Frecce Tricolori dell’Aeronautica Militare Italiana che arrivano sul campo puntuali eseguendo il cardioide, la particolare manovra che dà inizio allo show: i 10 Mb339 si separano in salita in due formazioni da 5 e 4 aerei mentre il solista segue una traiettoria diversa fino ad incrociare le due formazioni di fronte al pubblico. Ma qualcosa va storto:

  • Il solista col. Ivo Nutarelli esce dalla manovra prima del previsto e arriva troppo veloce e troppo vicino alle due formazioni; prova a rallentare l’aereo, tira a sé la cloche ma non ce la fa. Il suo Pony 10 impatta contro l’aereo del capo formazione, ten. col. Mario Naldini e quello del gregario di sinistra, cap. Giorgio Alessio. Pony 1 e 2 precipitano sulla pista, esplodendo all’impatto. Pony 10, privo di controllo continua il suo volo imbizzarito, schiantandosi sul campo proprio davanti al pubblico.
  • Sette secondi… e lo show diventa una tragedia. Muoiono i 3 piloti italiani è più 67 persone tra il pubblico – (51 subito e 16 nei giorni successivi). I feriti sono un migliaio di cui più di 300 in condizioni serie. Gli altri 7 piloti si allontanano e continuano in formazione nei pressi della base fino a quando non arriva l’ordine di atterrare su un altro aeroporto.

Ma i colonnelli Nutarelli e Naldini non erano due piloti qualunque. Pochi giorni dopo quel tragico incidente del 28 agosto 1988, in Germania, avrebbero dovuto essere ascoltati come testimoni al processo sul disastro di Ustica.

I due piloti, però, in quel tribunale non ci arrivarono mai.

Il 27 Giugno 1980 Nutarelli e Naldini si trovavano a brodo di un caccia F104 per una ricognizione aerea nel Mediterraneo centrale e furono proprio loro a lanciare un allarme generale – “due squoccate…” (in gergo), in prossimità del Dc9 ITAVIA precipitato a nord dell’Isola di Ustica.

Cosa avevano visto?… Cosa avevano segnalato?…

I vari comandi dell’Aeronautica Militare e la Nato non lo hanno mai rivelato.

I due piloti avevano decollato quella sera alle 19.30 dall’aeroporto di Grosseto a bordo di un biposto e fecero rientro alle 20.45; un ora e un quarto dopo. In volo c’è anche un altro caccia, pilotato dall’allievo Aldo Giannelli. I due intercettori per circa due miglia hanno volato sulla scia del Dc9 ITAVIA, fino a dieci minuti prima che l’aereo civile si inabissasse nelle acque di Ustica.

Secondo una successiva ricostruzione, i piloti avrebbero visto un altro aereo… se non altri aerei da guerra volare in quel corridoio civile.

Le teorie, però, sono ancora diverse…

C’è chi parla di un Mig Libico, chi invece sostiene che ci fossero aerei militari francesi, o americani. «Quello che è certodice un avvocato siciliano che da 15 anni segue il comitato dei parenti delle vittime della strage di Usticaè che i due piloti lanciano un segnale d’allarme perché hanno visto qualcosa…» – Qualcosa che racconteranno poi al colonnello Pierangelo Tedoldi, che sarebbe diventato, di lì a poco, il comandante dell’aeroporto militare di Grosseto. Ma casualmente, il 3 agosto 1980, (due mesi dopo il misterioso incidente aereo) – Tedoldi muore in un incidente stradale sull’Aurelia, viaggiava con la moglie Giuliana Giustini, e con i figli Davide, deceduto insieme al padre a soli 14 anni e Gabriele, che invece si è salvato.

Fatto sta, è che le fatali coincidenze mortali hanno travolto anche tanti altri personaggi dell’Aeronautica Militare, tutti potenziali testimoni di quella tragica notte del 27 Giugno 1980 in cui il Dc9 Itavia finì in mare con 81 persone a bordo a nord dellIsola di Ustica.

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Misteri o fatali destini?

9 maggio 1981 – Stroncato da un infarto muore il giovane capitano Maurizio Gari, capo-controllore della sala operativa della Difesa aerea a Poggio Ballone. Era di servizio la sera del disastro.

23 gennaio 1983 – In un incidente stradale perde la vita Giovanni Battista Finetti, sindaco di Grosseto. Aveva ripetutamente chiesto informazioni ai militari del centro radar di Poggio Ballone.

31 marzo 1987 – Viene trovato impiccato (la polizia scientifica dirà «In modo innaturale») il maresciallo Mario Alberto Dettori, in servizio a Poggio Ballone la sera del 27 giugno 1980. «Aveva commesso l’imprudenza di rivelare ai familiari di aver assistito a uno scenario di guerra», ha detto Priore.

12 agosto 1988 – Muore in un incidente stradale il maresciallo Ugo Zammarelli. Era in servizio presso il SIOS (Servizio segreto dell’aeronautica) di Cagliari.

28 agosto 1988 – Durante una esibizione delle Frecce Tricolori a Ramstein (Germania) entrano in collisione e precipitano sulla folla i colonnelli Mario Naldini e Ivo Nutarelli.

1° febbraio 1991 – Viene assassinato il maresciallo Antonio Muzio. Era in servizio alla torre di controllo di Lamezia Terme quando sulla Sila precipitò il misterioso Mig libico.

13 novembre 1992 – In un incidente stradale muore il maresciallo Antonio Pagliara, in servizio alla base radar di Otranto.

12 gennaio 1993 – A Bruxelles viene assassinato il generale Roberto Boemio. La sua testimonianza sarebbe stata di grande utilità per la sciagura del DC 9 e per la caduta del Mig libico sulla Sila. La magistratura belga non ha mai fatto luce sull’omicidio.

21 dicembre 1995 – È trovato impiccato il maresciallo Franco Parisi. Era di turno la mattina del 18 luglio 1980 (data ufficiale della caduta del Mig libico sulla Sila) al centro radar di Otranto.  Doveva essere ascoltato come testimone dal giudice Priore.

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Dal 1980 ad Oggi, ciò che lascia l’amaro in bocca, è che ogni Governo che si è succeduto – avendo il legittimo accesso all’archivio del SEGRETO DI STATOnon ha mai aperto bocca su questa assurda tragedia di Ustica, mantenendosi alla larga persino dalla magistratura inquirente… ma partecipando puntualmente, però, a tutte le manifestazioni di solidarietà e ricorrenza insieme ai parenti delle vittime… con le lacrime agli occhi:

  • VIII Legislatura (20 giugno 1979 – 4 maggio 1983): Fanfani – Spadolini;
  • IX Legislatura (12 luglio 1983 – 28 aprile 1987): Fanfani – Craxi;
  • X Legislatura (2 luglio 1987 – 2 febbraio 1992): Andreotti – De Mita – Goria;
  • XI Legislatura (23 aprile 1992 – 16 gennaio 1994): Ciampi – Amato;
  • XII Legislatura (15 aprile 1994 – 16 febbraio 1996): Dini – Berlusconi;
  • XIII Legislatura (9 maggio 1996 – 9 marzo 2001): Amato – D’Alema – Prodi;
  • XIV Legislatura (30 maggio 2001 – 27 aprile 2006): Berlusconi;
  • XV Legislatura (28 aprile 2006 – 6 febbraio 2008): Prodi;
  • XVI Legislatura (dal 29 aprile 2008 al 23 dicembre 2012): Monti – Berlusconi;
  • XVII Legislatura (dal 15 marzo 2013 al 22 marzo 2018): Gentiloni – Renzi – Letta;
  • XVIII Legislatura (dal 23 marzo 2018): Conte.
Il Paradosso…
Il presidente della Camera Fico chiede la verità!

27 giugno 2020 – Il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, a Bologna nel giorno del 40° anniversario della strage fa appello alla Francia e ai servizi segreti militari dell’epoca…

Sapete da chi dipendono i Servizi Segreti Italiani?

dal Presidente del Consiglio dei Ministri… cioè Giuseppe Conte.

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