Spiagge invase senza regole vere. Vogliamo parlare di Ambiente? (…ma non all’ultimo momento)

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Una considerazione…
ma qualcuno mi faccia capire meglio…

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LA MADDALENALe isole dell’Arcipelago di La Maddalena, come tutti sanno, sono collocate nell’area delle Bocche di Bonifacio e da un punto di vista geomorfologico sono caratterizzate da coste prevalentemente rocciose, intervallate da modeste insenature al cui interno sono racchiusi limitati corpi sabbiosi di fondo baia alimentati stagionalmente da ruscelli e torrenti.

Prendiamo in esame la Baia di Cala Ciaccaro. E’ una delle piccole baie dell’Isola di Spargi, situata a Sud-Est, dove in realtà sono identificate due spiagge di piccole dimensioni, molto frequentate dai diportisti solo nel periodo estivo, che rispettivamente – (procedendo lungo costa da W verso E) – hanno una lunghezza di 40m e 25m e un’ampiezza massima della zona di spiaggia emersa – (area tra la battigia e il piede della duna) – di 15m e 10m.

Le spiagge sono: Cala Soraja e Cala Granara.

Ora, facendo riferimento all’ultima (incomprensibile) Ordinanza dell’Ente Parco Nazionale di La Maddalena, con la quale è stato limitato l’accesso alla spiaggia del Cavaliere sull’Isola di Budelli, a causa di una eccessiva presenza antropica che, secondo lo stesso Ente, causerebbe danni macroscopici alla stessa spiaggia, questa mattina, prima di mezzogiorno, abbiamo voluto analizzare la spiaggia di Cala Granara a Spargi. Sul posto erano presenti 120 bagnanti, per lo più residenti, mentre alle 12 una imbarcazione da traffico passeggeri ne ha sbarcato altri 180; a seguire, un’altra imbarcazione da traffico ne ha sbarcati ancora altri 100 circa per un Totale di presenze pari a 400 bagnanti circa.

La domanda che subito ci siamo posti è: quale è la reale necessità, da parte dell’Ente Parco, che ha inteso precludere la limitazione di accesso alla spiaggia del Cavaliere di Budelli, consentendo invece un vero e proprio arrembaggio alla spiaggia di Cala Granara a Spargi?

L’Isola di Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli, (comprese tutte le altre), stando sempre agli studi scientifici della Regione Sardegna, negli anni non hanno subito macroscopiche variazioni, data l’esclusione delle stesse dalle aree soggette ad urbanizzazione nell’Arcipelago di La Maddalena.

Lo specifico studio, così come riporta “l’ATLANTE DELLE SPIAGGE DELLA GALLURA” dell’University press – Scienze Costiere e Marine, è stato condotto attraverso appositi studi e l’analisi di foto aeree di differenti annate: 1997, 2000, 2003, 2006; integrate da specifiche ricerche scientifiche sul campo, effettuate negli ultimi anni dalla Regione Autonoma della Sardegna, 1998 – (rif. DeMuro e Pusceddu, 2010b).

Le modificazioni macroscopiche, dagli anni ’90 ad oggi, verificatesi nelle Isole dell’Arcipelago di La Maddalena, attraverso la lettura dei sottoelencati macroindicatori, sono risultati cronologicamente inquadrati nelle seguenti cause:

  • oscillazione naturale della linea di riva;
  • frammentazione del complesso dunare;
  • frammentazione e incisione degli areali a fanerogame – (Piante con organi riproduttivi ben visibili, caratterizzate dalla presenza del seme) – (spiaggia sottomarina-piattaforma interna).

La presenza antropica estiva – sulle spiagge dell’Arcipelago di La Maddalena – quindi, non risulta dover determinare alcuna pericolosa modificazioni macroscopica.

Sintetizzando, perciò, le vere cause dell’erosione costiera presenti in quest’area delle Bocche di Bonifacio, in cui ricade il territorio del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, sono da imputarsi ai cambiamenti climatici, le correnti marine presenti e l’erosione naturale costiera che determinano l’arretramento delle coste, e che influenzano – in genere – la conformazione di tutti i litorali del Mediterraneo, in particolare, quelli del Nord Sardegna con una corrente permanente che oscilla tra 1,5 e 3 nodi.

Perché avete chiuso la spiaggia del Cavaliere a Budelli… peraltro solamente a pochissimi diportisti di passaggio?

Alberto Tinteri

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