In arrivo il nuovo DPCM con restrizioni più incisive. No alla Movida e chiusura dei locali alle 24

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ROMA – (Ansa) – La situazione sembra sfuggire di mano, con una crescita dei contagi non esponenziale, ma costante e per ora inarrestabile. Si pensa, con preoccupazione, alla saturazione delle strutture sanitarie per l’afflusso di malati in reparti ordinari e di terapia intensiva.

Secondo lo studio strategico per la fase autunnale-invernale, con l’indice di contagiosità Rt superiore a 1,2 – livello già raggiunto in Campania -, in 2-3 mesi gli ospedali avrebbero un sovraccarico. Considerando che non si e’ ancora entrati nella fase dell’influenza stagionale – il cui picco si attende tra febbraio e marzo -, gli esperti auspicano misure efficaci e valide per 6 mesi. 

Probabile quindi che scattino prima di tutto limitazioni per eventi pubblici e feste, compresi nozze e battesimi, fino ai funerali. In Sardegna la Regione ha deciso di aprire i palazzetti dello sport fino a 700 persone (misure analoghe sono state già adottate anche altrove), ma nel nuovo Decreto potrebbe tornare la soglia non superabile dei 200 spettatori. 

Il nodo della movida e della convivialità è stato al centro di una riunione dei capi delegazione e del premier Giuseppe Conte. Si è discusso anche dell’idea di chiudere i locali alle 24, orario che non avrebbe ripercussioni negative sui ristoranti. Alla riunione è inoltre emersa l’ipotesi di anticipare il Dpcm a lunedì sera ma, essendo i tempi stretti, non si può escludere che la nuova stretta venga messa in campo, come da programma, mercoledì 14 ottobre.

Per questa sera attesa la riunione tra i ministri interessati e il comitato tecnico scientifico per decidere. Al centro della discussione, Stop al calcetto e feste private in casa. Dal coprifuoco per i locali al divieto di vendita di alcolici dopo una certa ora, alla sosta off limits in piedi fuori dagli stessi bar e pub; dall’estensione del lavoro a casa alla riduzione della percentuale di passeggeri sui mezzi pubblici, allo stop agli spostamenti tra regioni, tutto è in teoria possibile. I dati mostrano che il contagio avviene principalmente tra parenti e amici.

Nel frattempo in Sardegna…

Sono sempre di più i sindaci della Isola che, ben prima dei nuovi provvedimenti del governo, hanno deciso di emanare apposite ordinanze per tentare di fermare i contagi da coronavirus chiudendo ristoranti, bar, parchi comunali, e lasciando gli studenti a casa.

A momento in Sardegna sono consentiti gli eventi sportivi fino a mille persone, nel nuovo decreto il limite potrebbe essere inferiore, anche fino a 200. E potrebbero esserci ulteriori norme restrittive per feste private come matrimoni e battesimi.

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