Calcio. L’Ilvamaddalena beffata nel finale, ed è giallo

.

Rassegna Stampa: “La Nuova Sardegna – di Lorenzo Impagliazzo”

Il capitano Filinesi finisce addosso all’arbitro che fischia la fine

.

LA MADDALENA – Mancano un paio di minuti alla fine del match tra Ilvamaddalena e Idolo, con i locali in vantaggio per 1-0. Angolo per gli ospiti: Bonicelli dalla bandierina mette in mezzo la palla sulla quale si avventano in tanti. Nella mischia spunta il piede di Di Pietro che mette in rete, con il portiere Filinesi travolto da un avversario. Gol valido. Salgono le proteste, il capitano Filinesi si dirige verso l’arbitro e nell’impeto della rincorsa gli finisce addosso, con conseguente espulsione. Breve consulto dell’arbitro con un suo collaboratore e triplice fischio di chiusura del match. Finisce così: 1-1 tra due squadre che si erano affrontate a viso aperto e a tratti con giocate piacevoli e interessanti. In settimana toccherà al giudice sportivo esprimersi nel merito sulla base di quanto il direttore di gara riporterà sul referto.

Non è la prima volta che l’Ilvamaddalena si fa rimontare nel finale. La cronaca è ricca di spunti sin dai minuti iniziali, con un palo centrato da Valenti al 15’, una girata fuori di Bonicelli al 21’ e un salvataggio sulla linea di porta su conclusione del maddalenino Pisano, al 26’. Il secondo tempo regala subito un’emozione con un calcio di rigore per i locali concesso per atterramento di Caboni ad opera di Paolo Usai. Dal dischetto Valenti angola troppo il tiro e fallisce il vantaggio. Gli ospiti reagiscono e vanno al tiro con Nieddu, neutralizzato da Filinesi. Lo stesso portiere salva al 59’ su conclusione di Bonicelli e un minuto dopo Idolo rischia l’autogol. Il vantaggio dell’Ilvamaddalena si concretizza al 66’ grazie a Caboni. Gli ospiti si rendono pericolosi con Stochino, mentre all’80’ Nieddu, di testa, impegna Filinesi. L’Ilvamaddalena raddoppia gli sforzi, ma all’88’ la zampata vincente di Di Pietro scalda gli animi, con l’espulsione di Filinesi e il triplice fischio arbitrale. Arrivano anche le forze dell’ordine, ma tutto è tranquillo.

.

.

.