“Abbandonati a casa in isolamento”: Covid, il cortocircuito dell’assistenza

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La sanità territoriale è al collasso, tra medici di famiglia
che non sempre rispondono e i pazienti che intasano gli ospedali

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CAGLIARI – “Ci sono voluti undici giorni, per avere una risposta. Domani forse verrà qualcuno a farmi il tampone“. Lo ha raccontato a L’Unione Sarda un cittadino residente in un paese a pochi chilometri da Cagliari. E come lui tanti altri pazienti in quarantena in tutta la Sardegna.

Dopo il contatto con un amico risultato positivo, e che ospitava in casa propria, “mi metto in quarantena, chiamo continuamente i servizi sanitari, niente, nessuno ci dice cosa dobbiamo fare. Abbandonati. Soltanto ieri, dopo numerosi solleciti e dopo che ho scritto mail a tutto il mondo, all’Ats, alla Giunta, ai giornali… dopo undici giorni, mi hanno chiamato per dirmi che un’équipe medica srebbe a casa a fare un tampone a me e a curare il mio amico…

Di racconti così in Sardegna se ne registrano un’infinità.

Lo ha riconosciuto anche la Regione nel piano d’emergenza a 40 giorni: le persone non sempre trovano ascolto dai medici di famiglia, così si precipitano nei pronto soccorso, congestionandoli; gli interventi vengono fatti tardi e il tracciamento dei contatti salta; per tamponi e test bisogna attendere a lungo; i referti degli esami fatti dal servizio pubblico non vengono comunicati ai diretti interessati né ai sindaci; il monitoraggio domiciliare (con le annesse terapie farmacologiche) fa acqua da ogni parte.

Dunque se si hanno i sintomi cosa bisogna fare?Chiamare subito il medico di base, che consiglia come procedere – sottolinea la dottoressa Monica Peralta (Medicina interna all’Aou di Cagliari), attualmente prestata al Covid: “So che a volte il medico di famiglia non c’è, anche loro sono stracarichi di lavoro, però bisogna insistere, qualcuno una risposta la deve dare, anche per attenuare la paura. Sconsiglio il fai da te. Purtroppo la rete è in una situazione difficile, è un problema enorme, il territorio è in affanno e conseguentemente va in sofferenza anche l’ospedale. Stiamo pagando cari i tagli fatti in passato“.

A La Maddalena, lo ricordiamo, per cercare di superare questi inconvenieneti, il sindaco Fabio Lai, ha istituito “la Centrale di ascolto Covid” – (vedi), mettendo così a disposizione dei cittadini alcune utenze telefoniche per garantire assistenza a chi ne ha bisogno.

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