Il Governo approva il nuovo Decreto e proroga lo Stato d’emergenza al 30 aprile

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ROMA – Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto legge con le misure anti-Covid. Il provvedimento proroga lo stato d’emergenza fino al 30 aprile, come anticipato dal ministro Speranza in Parlamento.

Previsto il divieto di spostamenti tra le Regioni e le province autonome dal 16 gennaio al 15 febbraio, e non quindi fino al 5 marzo come previsto in un primo momento, salvo per motivi di lavoro, necessità o salute. Istituita, inoltre, una piattaforma informativa nazionale per agevolare la distribuzione delle dosi vaccinali.

Da domenica 17 gennaio quasi tutta l’Italia rischia di finire in zona arancione, con Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia che rischiano addirittura le misure più stringenti da zona rossa. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, riportando le parole del ministro Speranza nell’incontro con i governatori.

In bilico tra giallo e arancione la Sardegna, ma a chiarire il quadro sarà domani il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità con le conseguenti ordinanze del ministro Speranza, che entreranno in vigore a partire da domenica.

  • Gli spostamenti tra Regioni, anche gialle, saranno vietati dal 16 gennaio al 15 febbraio (in seguito a una modifica, il provvedimento doveva durare fino al 15 febbraio), “tranne quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Resta consentito il rientro alla propria “residenza, domicilio o abitazione”.
  • In caso di limitazioni alla mobilità tra comuni, “sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.
  • Confermata anche la regola che consente a un massimo di due persone (minori di 14 anni e disabili esclusi) di andare a visitare amici e parenti una volta al giorno. Anche fuori dal proprio comune se ci si trova in zona arancione o rossa. “In ambito regionale lo spostamento verso una sola abitazione privata è consentito una volta al giorno in un arco temporale compreso tra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori oltre a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.
  • Confermati il coprifuoco, lo stop all’asporto dalle 18 (sarà consentito solo il domicilio). Ristoranti e bar aperti fino alle 18 nelle zone gialle, chiusi nelle altre. Negozi aperti nelle zone gialle e arancioni. Confermata la chiusura di palestre, piscine, cinema, teatri, potrebbero riaprire i musei nelle zone gialle.
  • Più facile il passaggio in zona arancione o rossa. Con indice Rt maggiore di 1 si finisce in area arancione, maggiore di 1,25 in area rossa. In arancione finiranno anche tutte quelle Regioni classificate a rischio alto secondo i 21 parametri, anche se l’indice Rt è minore di 1.
  • Infine, la zona bianca. In cui riaprono palestre, piscine, teatri, cinema, ristoranti e bar h24. Ma per ora non ci rientra nessuno: riguarderà le Regioni con uno scenario di tipo 1, un livello di rischio basso, indice Rt inferiore a 1 e un’incidenza settimanale dei contagi per tre settimane consecutive inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti. In queste regioni “cessano di applicarsi le misure” previste dal decreto legge.

Infine, guardando i dati fino a ieri, la Regione con incidenza settimanale minore risulta essere la Toscana, 86 casi per 100mila abitanti.

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