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SITUAZIONE COVID ITALIA – Le Regioni sono pronte a chiedere al Governo restrizioni per i non vaccinati, con l’obiettivo di evitare regole generali in caso di passaggi in zona gialla o arancione per l’eventuale aumento dei contagi Covid.

Così si apprende dalle maggiori testate giornalistiche on-line.

Giovedì discuteremo in conferenza regioni eventuali misure restrittive: se un territorio dovesse passare di colore i vaccinati avranno maggiore libertà rispetto ai non vaccinati” – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, nel corso della conferenza stampa organizzata al termine dell’incontro con i Capigruppo di Senato e Camera sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale.

Chiederemo come Regioni che le misure restrittive legate alle fasce di colore, se devono valere per qualcuno, valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino e non per le persone che lo hanno correttamente fatto”, ha detto il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, a margine dell’inaugurazione del salone ‘Orientamenti’, facendo riferimento ai contatti con Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della conferenza delle regioni. ”Non vorrei riparlare di chiusureha precisato ancorama se qualcuno deve essere convinto sono coloro che non si sono vaccinati, se le misure devono essere prese devono essere prese solo per i non vaccinati e non certo per chi ha fatto fino in fondo il suo dovere”.

Per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, “non va disperso lo straordinario risultato raggiunto, e anzi, va valorizzato l’atteggiamento degli oltre 8 milioni di Lombardi che hanno con convinzione e senso di responsabilità aderito alla vaccinazione. Non possiamo pensare a restrizioni per questi cittadini che hanno dimostrato fiducia, consapevolezza e senso del bene comune“. In Lombardia “la campagna vaccinale ha ottenuto eccellenti risultati, trainando, con un sesto della popolazione, anche il dato nazionale. Certo non dobbiamo fermarci, dobbiamo insistere e convincere i cittadini a completare il ciclo vaccinale con la terza dose“, ha aggiunto Fontana.

Concordo con il presidente Fedriga e con il presidente Toti, se si dovessero rendere necessarie nuove restrizioni – il vero gradone è, a mio avviso, rappresentato dalla cosiddetta zona arancione – queste dovrebbero coinvolgere esclusivamente coloro che non si sono vaccinati“. Così in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. “La stragrande maggioranza degli italiani ha dato fiducia alla scienza e con senso di responsabilità nei confronti della comunità si è sottoposta al vaccino. Non sarebbe giusto far pagare a questa maggioranza la scelta incomprensibile di una minoranza” ha sottolineato Occhiuto.

Al centro del dibattito c’è dunque il cosiddetto “modello Austria”: Vienna, infatti, ha stabilito, a partire da lunedì, un lockdown solo per i non vaccinati. In questo modo ci sono circa due milioni di austriaci non immunizzati che possono uscire per lavoro, acquisti di prima necessità o per fare attività motoria. E anche in Italia alcune Regioni hanno iniziato a valutare una simile misura. 

Esprime però chiaramente i suoi dubbi invece Luca Zaia. Secondo il presidente del Veneto, infatti, il modello austriaco sarebbe difficile da applicare nel nostro Paese dal punto di vista costituzionale.

Sul fronte dei partiti si è espresso chiaramente Matteo Renzi: “Stanno aumentando purtroppo i casi, probabilmente qualche Regione andrà in zona gialla, mi piacerebbe che l’Italia adottasse lo stesso metodo dell’Austria:  cioè vanno in lockdown solo quelli che non hanno fatto il vaccino, sennò tutti dovremmo pagare le conseguenze di chi non l’ha fatto. Vorrei che chi ha fatto il vaccino potesse non avere restrizioni“.

Matteo Salvini – invece – di chiusure non ne vuole proprio sentir parlare – (…intento ad acchiappare voti…), ha detto: “Rivedere le regole del Green pass visto l’aumento dei contagi? Mi rifiuto di pensare a nuove chiusure, nuovi lockdown, nuove limitazioni“. 

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