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ROMA – La prossima settimana il governo varerà un nuovo decreto: tante le novità allo studio, dalla durata del Green pass all’obbligo per alcune categorie alle restrizioni per i non vaccinati.

Lo rende noto la stampa nazionale.

Il pressing delle Regioni alla fine sta convincendo il governo. Sorge il timore di nuove chiusure generalizzate con l’avvicinamento del Natale e i Governatore chiedono un doppio binario: i vaccinati non possono subire le stesse restrizioni dei non vaccinati.

Per questo nel decreto che l’esecutivo si appresta a varare la prossima settimana si fanno sempre più probabili dei divieti per i no vax che, nel caso, saranno applicati solo dalla zona gialla in poi. Limitazioni che riguarderebbero la sola vita sociale, lasciando fuori il lavoro.

Cresce l’ipotesi di un super Green pass solo per vaccinati e guariti (modello “2G” tedesco), ma da applicare solo per l’ingresso in locali, ristoranti, palestre e piscine, luoghi dello spettacolo, della cultura e stadi. E non in zona bianca. Resterebbe invece il certificato attuale, che si può ottenere anche con tampone negativo, per accedere al posto di lavoro.

Questo è lo schema a cui sta lavorando il governo Draghi: lunedì l’incontro con le Regioni, giovedì la cabina di regia, poi il Consiglio dei ministri. Salvini è pronto a dare battaglia, già ha dichiarato più volte di essere contrario a restrizioni per i non vaccinati, ma sono proprio i governatori leghisti i primi a spingere su questa linea. 

Resta l’ipotesi dell’obbligo vaccinale, non generalizzato: al momento potrebbe essere esteso ad altre categorie come il personale scolastico e le forze dell’ordine. Nel nuovo decreto ci sarà anche l’obbligo della terza dose per il personale sanitario e delle Rsa. Terza dose che potrebbe essere anticipata: non più a sei ma a cinque mesi, come ha detto il prof. Gianni Rezza durante la conferenza stampa di ieri per illustrare i dati del monitoraggio settimanale.

Nel frattempo l’Istituto Superiore di Sanità, ha evidenziato che la protezione determinata dal vaccino per i vaccinati da più di 6 mesi cala dal 95% all’82%, sottolineando che “dopo 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale si osserva una forte diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età“. Con questo quadro epidemico, ha osservato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, “gli scenari futuri dipendono dai nostri comportamenti: se in Italia la curva di crescita del contagio è relativamente più contenuta che nei Paesi confinanti, è perché siamo un Paese che ha una copertura vaccinale più elevata. Se la partita che stiamo giocando si analizza di minuto in minuto, il suggerimento è senz’altro quello di fare la terza dose, anche a quel 40% di over80 spesso fragili con patologie“.

Nelle ultime 24 ore, 11.555 persone sono risultate positive al Covid su un totale di 574.812 tamponi (il giorno prima erano 534.690), mentre si contano altri 49 morti, secondo i dati del ministero della Salute. Il tasso di positività siattesta al 2%, stabile rispetto a quello registrato venerdì. In terapia intensiva ci sono 512 pazienti, esattamente come il giorno prima, mentre negli altri reparti ci sono 105 ricoverati in più. I guariti sono 5.220.

Siamo al quarto giorno consecutivo in cui si registrano oltre 10mila nuovi positivi, mentre in tutta Italia si contano 143.401 casi attivi, cioè 6.271 in più.

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