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LA MADDALENA – “Vedere il video di Franco One che questa mattina è stato respinto all’imbarco del traghetto per raggiungere il suo posto di lavoro a Palau, solo perché non è in possesso del Super Green Pass, mi ha veramente fatto male.

Oltre al disagio professionale subito da questo nostro concittadino, ho percepito anche un senso di umiliazione intollerabile nei suoi confronti, che vorrei cancellare dalla mente rapidamente.

Una situazione veramente vergognosa e altamente frustrante, che non può però certamente imputarsi alla Compagnia di navigazione Delcomar: che sia chiaro.

Qualcuno di voi, inoltre, potrà sicuramente commentare (…un tanto al chilo), dicendo: “ma che si vada a vaccinare così risolve il problema…” – Non dimentichiamoci che in un paese democratico come il nostro, non si possono risolvere questi problemi sempre in maniera così sempliciotta: ad ognuno di noi è legittimamente concesso di pensarla come crede e, persino, anche di buttarsi giù dall’ultimo piano di un palazzo; non spetta quindi a nessuno censire la vita degli altri!

In relazione al diritto fondamentale alla mobilità, (per quanto ne so io…) – anche la Commissione Europea ha individuato i servizi minimi come quegli obblighi di servizio pubblico intesi a garantire frequenza, qualità e regolarità per il trasporto e lo spostamento sicuro delle persone, e anche a costi ragionevoli di elevata qualità…”, nello stesso modo ha introdotto anche il concetto di Livello Essenziale di Trasporto, ovvero prestazioni e servizi che l’amministrazione pubblica (lo Stato Italiano) è tenuta a fornire a tutti i cittadini in ragione del rispetto di quel diritto alla mobilità richiamato più volte dalla nostra Costituzione – (articolo 1, primo comma, articoli 2, 3, 4, 16, 33 e 34).

Per cui… il trasporto pubblico deve essere garantito a tutti e concepito a condizioni accessibili per tutti, integrativo alla mobilità privata  – utilizzato per recarsi sul luogo di lavoro o per raggiungere l’istituzione scolastica o sanitaria, oppure anche di svago (visto che la mobilità occasionale ha superato quella sistematica), con forme anche diverse dalle soluzioni tradizionali. Ma nel nostro caso non possiamo trascurare l’insularità, quindi la necessità e l’esigenza fondamentale di raggiungere la terra ferma, da considerarsi – (come dice sempre la nostra Costituzione e le diverse leggi dello Stato) – un principio fondamentale di mobilità per tutti e per qualsiasi ragione che ognuno di noi ne determini il suo spostamento ESSENZIALE: vaccinati e non.

La pandemia covid, che ormai ci sta stressando tutti da più di due anni, (…e che peraltro ci sta trasformando in persone scontrose, arroganti e talvolta anche cattive…), necessita sicuramente – soprattutto ora – di tutte quelle disposizioni finalizzate alla prevenzione sanitaria e alla determinazione di una consapevolezza generale e ragionevole per tutti: non c’è dubbio. Ma questo – al momento – non è l’oggetto principale della mia discussione: essere favorevoli o meno alla vaccinazione anti-covid, non deve farci perdere di vista, sia la pericolosità del caso, ma anche tutti quei diritti necessari ed essenziali che devono essere garantiti comunque a tutti i cittadini, soprattutto noi che siamo Isolani.

Da cittadino solidale alla campagna vaccinale anti-covid, dico infine che da qualche tempo a questa parte, mi sembra, che vengono emanate talune norme non propriamente adeguate sia alla sicurezza sanitaria che alle esigenze dei cittadini. Ma ciò che più mi disturba, fondamentalmente, è che la politica – a tutti i livelli – risulta essere assente: non ha nessuna voglia di intervenire raccogliendo le istanze affannate dei cittadini, non ha nessuna voglia di arrangiare il tiro su certe regolamentazioni poco efficienti – (come questa del super green pass per i spostamenti necessari dalle Isole Minori) – che, probabilmente, vanno un pò oltre quelli che sono i diritti e le fondamentali esigenze minime ed essenziali degli stessi cittadini. Sistematicamente… finisce sempre tutto nel dimenticatoio!

Esprimo tutta la mia personale solidarietà a Franco One.”

Alberto Tinteri

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