Mancano medici e infermieri. Il sistema Sanitario Sardo è quasi in tilt

.

Rassegna Stampa

Ospedali sotto organico, chiusi ambulatori di base e guardie mediche

.

L’EMERGENZA – La Sanità sarda va oltre l’emergenza ordinaria, e per l’estate ha già iniziato a scaraventarci in un deserto di medici che ci angustiava anche quando non c’erano i tantissimi turisti che abbiamo ora. Non li troviamo, i medici, perché non ce ne sono, ma anche perché troppi “paletti” ostacolano il loro inserimento nel sistema.

Lo scrive oggi L’Unione Sarda.

E così le guardie mediche continuano a essere sguarnite, i pronto soccorso al collasso, molti specialisti mancano (tra cui gli anestesisti, senza i quali non si entra in sala operatoria) ed è drammatica anche la situazione dei medici di base. Un’emergenza estiva nell’emergenza normale.

I sindacati confederali sardi della Sanità lanciano l’allarme per il 118: nelle postazioni di Ghilarza, Lanusei, Tempio e Tortolì gli organici sono dimezzati e i lavoratori devono saltare ferie e riposi. Per questo hanno scritto all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, per sollecitarlo a intervenire con urgenza, prima che in ambulanza finisca anche chi, sui mezzi d’emergenza, lavora. 

Proprio ieri è scaduto l’ultimo bando voluto dall’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, per tentare di coprire qualcuna delle molte sedi vacanti di guardia medica. Con la speranza che si riesca a fare qualcosa. È andato deserto il recente bando per i “medici in affitto” per i pronto soccorso: nessuna cooperativa ha presentato una proposta.

Il numero chiuso ha “falciato” il tasso dei laureati in Medicina, le scuole di specializzazione non hanno avuto borse di studio per molti anni: non meraviglia la carenza di camici bianchi. Domenico Salvago, presidente regionale dello Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani), dice che qualche proposta all’assessore Nieddu è stata fatta. «Soluzioni tampone», precisa, «in attesa che si specializzino i medici iscritti alla Scuola. Ad esempio, se decidiamo che le guardie mediche possano essere aperte da qualsiasi medico abilitato, e ci organizziamo in modo pratico e tecnico, risolviamo la questione in molte sedi vacanti».

Poi c’è la proposta di inserire gli specializzandi avanzata da Emilio Montaldo, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Cagliari: «Contratti di formazione professionale per gli iscritti agli ultimi anni della scuola di specializzazione».

E mentre in tutta Europa si fanno lavorare anche i medici abilitati al primo anno della scuola di specializzazione, nella Sanità pubblica italiana sono invece messi “al bando”. Nel frattempo, quest’estate sarà meglio non prendere “colpi d’aria”, per evitare che l’altro colpo ce lo dia la mancata assistenza da medici che non ci sono, in un periodo in cui il Covid rialza la testa con le sue varianti sempre più contagiose.

.

.

.