Yacht su scogli a Porto Cervo. La vittima non è morta d’infarto ma per gravi lesioni

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REDAZIONE – L’imprenditore anglo tedesco Dean Kronsbein è morto a causa di una grave lesione spinale e un forte trauma toracico come conseguenza del violento impatto sugli scogli, e non d’infarto come accertato in un primo momento.

È questo l’esito dell’autopsia – (confermato all’ANSA dai legali dei due comandanti indagati) – eseguita sul corpo della vittima dell’incidente nautico in Costa Smeralda, dal medico legale incarico dalla Procura di Tempio Pausania, Dott. Matteo Nioi.

La Procura di Tempio Pausania, che coordina le indagini sull’incidente, ha nel frattempo disposto ulteriori accertamenti. Mercoledì prossimo dovrebbe essere conferito l’incarico a un consulente tecnico per la ricostruzione della dinamica dell’incidente e per gli accertamenti sulla strumentazione di bordo sequestrata.

I comandanti delle due imbarcazioni coinvolte nell’incidente, sono entrambi indagati per omicidio colposo e lesioni: Luigi Cortese, alla guida del motoscafo Sweet Dragon, di proprietà della famiglia Berlusconi, e difeso dall’avvocato Fabio Varone, sostiene di aver accostato a dritta come prevede il regolamento internazionale e di aver invertito la marcia dei motori per evitare di entrare in collisione con lo yatch “Amore” di Kronsbein.

Mario Lallone, invece, che era ai comandi dell’imbarcazione “Amore”, difeso da Egidio Caredda, ha detto agli inquirenti di aver dovuto virare improvvisamente per evitare la collisione con lo Sweet Dragon, tesi che sarebbe stata confermata anche dai familiari della vittima.

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