Ruspe pronte per 35 case. Le zone interessate

Gli edifici costruiti senza concessione negli anni Novanta non sono sanabili. Ci sono prime case, ampliamenti e interi piani.

PANORAMICAEST

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demolizionividenzaLA MADDALENA - Il rumore delle ruspe si fa sempre più vicino. E far tremare le pareti degli immobili abusivi iscritti nella black list della Procura di Tempio. 35 edifici, molte prime case, i cui mattoni impilati fuori dalle regole 20 anni fa dovranno essere sbriciolati. Si tratta di abusi edilizi insanabili. Situazioni già discusse e definite in processi penali, con sentenze passate in giudicato, che risalgono per lo più all’inizio degli anni Novanta.

In tutti questi anni le ordinanze di demolizione delle opere abusive sono rimaste nei cassetti del comune maddalenino. Come anche in quelli degli altri comuni costieri, da Santa Teresa a Olbia passando per Arzachena e Palau. Stando a una prima verifica il numero delle abitazioni, prime e seconde case, realizzate abusivamente in tutta la Gallura con una insanabilità ormai conclamata, si aggirerebbe intorno alle 500 unità. Molte di queste ricadono nella fascia di tutela integrale in cui per legge è vietato mettere anche solo un chiodo.

Nella lista dei primi 35 abusi isolani destinati a cadere sotto i colpi di benna c’è di tutto un po’. In alcuni casi si tratta di case intere, venute su in aree inedificabili. In altri casi di ampliamenti, di verande, stanze da 10 metri quadri, ma anche interi piani fino a 200 metri quadri. Dal punto di vista della distribuzione geografica, la mappa degli abusi è a macchia di leopardo.

Diverse le zone in cui verranno accese le ruspe, da Nido D’Aquila ad Abbatoggia, da Fangotto a Sualeddu, da Chiusedda a Spalmatore passando per Punta Villa e Barabò.

CARTA DEMOLIZIONI

Ma al di là di questi 35 casi limite, l’elenco dei mattoni selvaggi sull’isola supererebbe il numero di 300. Molti di questi casi sono destinati a finire in un’altra black list delle demolizioni.

fiordalisievidenzaI riflettori sulle ordinanze di demolizione si sono riaccesi dopo che il neo procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi, ha annunciato la sua politica di legalità e tolleranza zero contro gli abusi edilizi. In queste settimane ha messo in ordine 20 anni di sentenze rimaste a prendere polvere nei cassetti dei comuni e ha creato un ufficio ad hoc per le demolizioni.

Da quel momento i sindaci dei comuni costieri che rischiano di vedere entrare in azione le ruspe hanno annunciato di voler collaborare con la Procura ed essere pronti ad applicare la legge.

A tutti loro il procuratore chiederà però conto del perché per 20 anni abbiamo dimenticato di dare seguito alle sentenze.

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Il Consiglio: «Subito una legge ad hoc per sanare gli abusi»

SEDECOMUNEIl Consiglio comunale sposa la proposta di legge salva-abusi che ha come primo firmatario il consigliere regionale del Pdl Angelo Stochino. Con un documento approvato all’unanimità maggioranza e opposizioni chiedono alla Regione di inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio la proposta di legge, già approvato dalla commissione Urbanistica, prevedendone l’applicabilità anche nell’isola di La Maddalena. La proposta prevede la riapertura dei termini per l’elaborazione dei piani di risanamento da parte delle amministrazioni comunali e la possibilità di aggiornare la perimetrazione delle aree e rivedere alcune pratiche di abusi dichiarati insanabili in base alle norme paesaggistiche. La proposta di legge fermerebbe le ruspe e i 35 immobili abusivi sul’isola. L’ordine del giorno del Consiglio va oltre. «Si chiede al ministero dell’Ambiente un immediato intervento per l’attivazione degli organismi competenti affinchè si possa avere per la Regione e per l’isola di La comiti_consMaddalena in particolare, un provvedimento di carattere legislativo ad hoc cosi come fatto per altre regioni che determini un arresto immediato delle attività di demolizione.

Il sindaco Angelo Comiti, di fronte ad una sala gremita, ha detto di aver ottenuto già una parziale sospensione di 15 giorni delle demolizioni. «Se la Regione non si farà carico del problema nulla si potrà fare ma garantisco il mio personale impegno perché nessuna famiglia con una sola casa finisca in mezzo alla strada. «La Regione che deve intervenire per risolvere il problema politicamente, ma non bisogna illudere la gente con promesse inutili».

(La Nuova Sardegna)

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