Il Tunnel del divertimento

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Noi siamo per il Tunnel… o Ponte!

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Sarebbe finalmente ora di muoverci liberamente senza aspettare il Traghetto!

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tunnel_83LA MADDALENA
– Era il 5 ottobre 1983 quando “L’Unione Sarda” – dopo aver intervistato il Sindaco Giuseppe Deligia, pubblicava la notizia “Il Tunnel sottomarino sottrarrà La Maddalena al destino dell’Isola.

Dopo 33 anni, il 24 aprile u.s., con un comunicato stampa a firma del nostro Sindaco Luca Montella, (vedi) – l’amministrazione comunale di La Maddalena fa sapere di non aver dimenticato il Tunnel, precisando che è in corso, al vaglio della stessa amministrazione, una richiesta finalizzata all’esame di un “Project Financing per il Collegamento in Tunnel tra La Maddalena e Palau”.

La Società proponente, è la Waterfront Development Lybissonis  di Sassari, che ha depositato le carte progettuali e si è resa disponibile a qualsiasi chiarimento o integrazione relativa all’istruttoria attualmente in visione al Comune… (come se la cosa sia – certamente – già fattibile?…).

Il nostro Sindaco, dunque, si è così prontamente rapportato con il suo collega Sindaco di Palau, per coordinarsi sulle azioni da intraprendere e per il coinvolgimento nel dibattito anche della comunità frontaliera.

Una notizia, questa, veramente interessante e ben accolta da tantissime persone che, nel giro di 12 ore dalla sua pubblicazione, ha registrato un vero e proprio record di circa 6.800 accessi – (certificati da Google su questo portale Web)… forse perché l’effetto sorpresa di questo annuncio, (direi proprio una bella sorpresa…) non compare nel programma amministrativo dell’Amministrazione Montella (vedi)… presentato alle passate elezioni del 2015.

Sabato 30 aprile 2016, dunque, se ne discuterà anche in Consiglio Comunale… Da non perdere – (…sperando che non si riveli una “seconda Opera Pia… La Vendetta”).

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L’Opinione

Ma vediamo ora cosa ne pensa di questo “Tunnel” il nostro esperto Gian Carlo Fastame – Ingegnere chimico ed ex Dirigente ENI:

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sen fastameC’era una volta un’isola felice, la più ricca delle 60 isole dell’Arcipelago… Gli abitanti non arrivavano a 8.000, tutti avevano la possibilità di lavorare, la Regia Marina la amava, ricambiata, vi  aveva portato scuole, ospedale, acqua, luce, lavoro; la grande isola di Sardegna appariva lontana, di notte appariva solo un’esile luce da Palau, e da Olbia si arrivava via mare, col Postalino, non esistendo la strada Olbia-Palau.

Non c’era necessità di andare nell’isola madre, al contrario erano i sardi ad avere necessità dell’isola felice.

Gira la ruota, comincia la fame, l’isola felice sta a guardare lo sviluppo della costa sarda: corriamo in Sardegna. Prima con zì Filippo, poi col Cucciolo, poi col Dio Prepotente (scusa, mio Buon Dio, volevo dire Onnipotente):

Negli anni ’50: perché non un ponte?

Negli anni ‘16 :perché non un tunnel?

Concorrenza tunnel-ponte? Ma no, tutto a gratis, una semplice concessione per 30 anni, poi il concessionario stabilisce le tariffe ogni anno. Come Massimo Troisi: chi sei? Dove vai?un fiorino! Chi sei? Un fiorino!.

I pontieri riuniti in Comitato sono già in marcia.

Manca il Comitato dei tunnellisti: perché non costituirlo ad alto livello? Si dicono i Sindaci delle due sponde. Sarà andata così?

Uniamoci. Cerchiamo qualcuno che ne abbia già realizzato almeno uno, o almeno un modello, che ci presenti un progetto, meglio se a costo zero. Se in Irak gli Italiani ne hanno fatto uno sotto l’Eufrate di Saddam, certamente troveremo una società del campo con esperienza pluriennale, con bilancio consolidato, che possa gestire spese per 35 milioni, con struttura organizzativa e mezzi idonei allo scopo.  Siamo un Ente Pubblico, seguiremo scrupolosamente la procedura degli appalti: il possesso dei requisiti dell’impresa sarà per noi imprescindibile, esistono le visure pubbliche, esiste il casellario informatico, e chiederemo una supervisione a Cantone.

I due comuni rivieraschi condividono una passione sfrenata, il Waterfront: nell’isola da 11 anni, a Palau da pochi mesi. Che combinazione!  A Palau hanno  già protocollato un progetto per lo sviluppo e la riqualificazione del waterfront palaese: un’opera per complessivi 35 milioni di euro. Facciamo un bel tunnel, insieme. Lo chiameremo “Il Tunnel del Divertimento”.

 “Certo è che se la società ha presentato il progetto avrà fatto bene i suoi conti, di sicuro avrà valutato e ipotizzato un ritorno economico».” Parola di Sindaco.

Allora vediamo i conti e facciamo una valutazione dal suo punto di vista. 

Dalle 36 pagine della  visura presso la C.C.I.A di Sassari appare che:

  • Waterfront Development Lybissonis, è Società a responsabilità limitata, con socio unico.
  • Costituita nel: Settembre 2012
  • Stato di attività: inattiva.
  • Data ultimo protocollo: 29.06.2015.
  • Capitale sociale 10.000 Euro
  • Perdita: -2.115 Euro
  • Valore della produzione: 0
  • Classificazione dichiarata di attività prevalente: costruzione di edifici residenziali e non residenziali.
  • Data ultimo bilancio: 12.2014

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Alcuni dati di bilancio (in Euro)

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Da questi numeri emerge semplicemente che:

  1. Dal 04.09.2012 non ha eseguito alcun lavoro, e di conseguenza l’attivo è ZERO.
  2. Dal 31.12.2014 è dichiarata inattiva.
  3. Il patrimonio iniziale di 10.000 Euro viene eroso per le usuali spese di gestione  (spese di viaggio, amministrative etc.), portando il totale del patrimonio netto a 5.153 Euro.
  4. Non è indicata una previsione di ricapitalizzazione.

Parlando in termini generali, poi, si evince che la corsa al Waterfront discende dal POR Sardegna 2000-2006: nessuno dei Comuni che si sono finora cimentati ne ha concluso uno. Non trovo notizia… se non il Comune di Porto Torres che abbia discusso una proposta di Waterfront da 45 milioni, guarda caso presentato dalla stessa Waterfront Development Lybissonis…(…cioé la stessa di Palau).

Ma non mi preoccuperei dell’eventuale procedura realizzativa.

Le regole degli appalti della Pubblica Amministrazione, infatti, sono già molto precise… e legate anche a severe procedure Europee; attualmente sono in fase di revisione da parte del noto  magistrato Cantone, in quanto finora non sempre applicate.

Per questo Tunnel, dunque, è obbligatorio un Bando pubblico e una qualificazione dell’impresa, anche in fase progettuale. Prescindendo dal caso specifico, per quanto finora detto, concluderei ponendomi le seguenti domande:

  • Se possa essere possibile che un Ente Pubblico accolga, protocolli, e discuta di un progetto presentato da società inattiva.
  • Se per presentare un progetto da 35 milioni, io, che ne avrei uno di altro tipo per il wind-surf a ruote da praticarsi a Sasso Rosso, debba essere iscritto nell’Albo dei fornitori del Comune.
  • Se un Sindaco possa essere: ”Certo è che…” conoscendo, o non conoscendo, i requisiti del proponente… (???)

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Conclusioni:

… Ben venga il Tunnel… o un ponte.

Gian Carlo Fastame… Pace e Bene

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