Attesa per gli accertamenti medici previsti oggi sul corpo di Cinzia Pinna.
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Aggiornamento
REDAZIONE – Stando alle ultime notizia di stampa, tra gli esami disposti dalla Procura di Tempio figura anche una Tac che dovrà chiarire se, come sostiene l’indagato, ci sia stata una colluttazione prima degli spari. Ragnedda ha raccontato di essere stato aggredito da Cinzia all’interno del casolare di Conca Entosa, armata di un coltello da salumi. «Potevo scappare – ha dichiarato – e invece ho preso la pistola ed esploso tre colpi».
A sostegno della sua versione alcune ferite riportate sul braccio e alla bocca, che un medico legale incaricato dalla pm Noemi Mancini ha potuto constatare durante una visita medica in carcere.
Gli inquirenti non escludono però un’altra ricostruzione: un approccio sessuale respinto che avrebbe innescato la lite, culminata con l’omicidio. Una tesi che l’imprenditore respinge.
Intanto proseguono le indagini su eventuali complici che potrebbero averlo aiutato a cancellare le tracce del delitto. Nel mirino degli investigatori ci sarebbero almeno 1 uomo e 2 donne.
Ragnedda, inizialmente detenuto a Nuchis, è stato trasferito nel carcere di Bancali, a Sassari, in una sezione riservata ai detenuti sottoposti a sorveglianza speciale. Una misura richiesta dal suo avvocato, Luca Montella, per garantire una maggiore protezione al suo assistito.
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