“Caprera, Marconi e la Regia Marina”. Il libro che racconta la nascita della radiotelegrafia
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Da qui… nascono le radiocomunicazioni mondiali…
REDAZIONE – L’isola di Caprera torna al centro della storia delle comunicazioni grazie al volume “Guglielmo Marconi. 1901 Becco di Vela – Isola di Caprera”, firmato da Tommaso Gamboni e Alberto Mureddu e presentato dall’Ente Parco Nazionale di La Maddalena, per la casa editrice Paolo Sorba.

Alla presenza delle Autorità Militari e Civili, l’assessora Stefania Terrazzoni, il C.F. (CP) Vittorio Vanacore comandante della Guardia Costiera e il C.F. Marcello Losito esperto in comunicazioni della Marina Militare, la Presidente dell’Ente Parco Dr.a Rosanna Giudice con il Direttore Dr. Yuri Donno hanno presentato ieri mattina presso i locali dell’Ente a Caprera, l’importante volume che raffigura le origini della nascita del nostro sistema di radio comunicazione.

Un’opera che riporta alla luce una pagina poco conosciuta ma di grande rilevanza storica e scientifica, legata alle origini della radiotelegrafia nel Mediterraneo.
Il libro ricostruisce il ruolo della stazione radiotelegrafica di Becco di Vela, a Caprera, considerata dagli autori il primo sito in cui vennero effettuate le trasmissioni radiotelegrafiche utilizzando gli apparati riconducibili a Guglielmo Marconi. Le apparecchiature furono impiegate dalla Regia Marina per una serie di sperimentazioni e collegamenti che interessarono il Tirreno e il Mediterraneo.

Le ricerche documentano un’attività intensa sviluppatasi tra il 1901 e il 1907-1908, anni durante i quali test e collegamenti contribuirono all’evoluzione delle comunicazioni senza fili e alla nascita di nuove infrastrutture tecnologiche. Un capitolo che inserisce Caprera all’interno di un percorso di innovazione destinato a segnare profondamente il Novecento.

Nel volume trova spazio anche la visita compiuta da Guglielmo Marconi nell’arcipelago nel 1933. Lo scienziato raggiunse Caprera insieme alla moglie per rendere omaggio alla tomba di Giuseppe Garibaldi e visitare il compendio garibaldino. Proprio quell’arrivo, accolto dalle autorità cittadine, è stato scelto come immagine di copertina.

Gamboni e Mureddu spiegano che il progetto editoriale nasce da anni di ricerche e approfondimenti, sviluppati partendo da intuizioni e tracce storiche emerse nel tempo. L’intento è quello di restituire visibilità a una vicenda che fino alla metà del secolo scorso era ben nota, ma che successivamente è stata progressivamente dimenticata.
La pubblicazione si propone così di restituire a Caprera il posto che le spetta nella storia delle grandi innovazioni tecnologiche, evidenziandone il contributo allo sviluppo delle comunicazioni moderne.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre annunciato un nuovo progetto culturale dell’Ente Parco: la futura Biblioteca del Parco, pensata come centro di conservazione, studio e divulgazione del patrimonio storico e culturale del territorio.

La presentazione di questo importante libro rappresenta soltanto una prima anticipazione.
Un evento dedicato esclusivamente al volume stesso, con ulteriori approfondimenti storici e tecnici, sarà organizzato nei prossimi mesi.
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Claudio LELI
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Mi dispiace che nell’articolo non venga menzionato chi da anni ne ha fatto un blog su Facebook Massimo Velatihttps://www.facebook.com/groups/194577707243616



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