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Caro prezzi fuori controllo. Dal carburante all’Ortofrutta, rincari a catena

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REDAZIONE – Cala la spesa delle famiglie e aumentano i prezzi: è questo il quadro tracciato da Confcommercio Sud Sardegna, che lancia un segnale di forte preoccupazione per l’economia locale.

«Abbiamo registrato un calo del 12% sui prodotti pasquali, come le uova di cioccolato» spiega Mauro Spanu, imprenditore del territorio e delegato Fida (Federazione Italiana Dettaglianti Alimentari). «È un segnale evidente: le famiglie iniziano a tagliare anche sulle tradizioni».

Non si tratta però di un caso isolato. E’ previsto anche un aumento del 10% del prezzo del pane, con effetti a catena su tutta la filiera. «I panificatori ci hanno già comunicato gli aumenti. Di conseguenza, anche i bar saranno costretti ad adeguare i prezzi: paste e tramezzini saliranno di circa il 10%».

Per il momento, molte imprese stanno cercando di contenere l’impatto sui consumatori, assorbendo parte dei rincari. «Le aziende stanno facendo uno sforzo enorme: non trasferiscono subito gli aumenti sul prezzo finale, ma se li stanno accollando. Tuttavia, questa situazione non è sostenibile a lungo», sottolinea Spanu.

Il nodo più critico resta quello dei carburanti, considerato il vero moltiplicatore dei costi. «Colpisce tutto: trasporti, agricoltura, distribuzione. Gli agricoltori devono sostenere spese sempre più alte per gasolio ed energia elettrica, e questo si riflette inevitabilmente sui prezzi al consumo».

Il rischio, secondo Confcommercio, è quello di una progressiva contrazione dei consumi. «Se la crisi dovesse continuare, le famiglie saranno costrette a rinunciare sempre di più: prima una colazione al bar, poi una gita fuori porta, poi un pranzo al ristorante. È un effetto a catena che rischia di colpire duramente l’intero sistema economico locale».

Da qui l’appello: «Servono interventi urgenti per contenere i costi energetici e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, prima che la contrazione dei consumi diventi strutturale».

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