Elezioni Comunali 2026. Dopo il fallimento… “il PD maddalenino scalcia”
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Opinione…
REDAZIONE – Secondo la Costituzione italiana, i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere democraticamente alla vita politica – (nazionale, regionale e locale). Un principio che tutela il pluralismo, la libertà di pensiero e la partecipazione democratica, nel rispetto delle regole costituzionali e della dignità delle persone.
La libertà di espressione è perciò un diritto fondamentale, ma non può trasformarsi in attacchi personali, diffamazioni o delegittimazioni nei confronti di chi democraticamente compie scelte politiche diverse.
PREMESSO CIO’:
lasciano profondo stupore alcuni comunicati, peraltro senza firma, diffusi su facebook nelle ultime ore da qualcuno (ignoto) del Circolo cittadino del Partito Democratico maddalenino e da altri soggetti della stessa sinistra locale in taluni blog personali (vedi piazzagallura), che hanno rivolto critiche accese e poco corrette nei confronti di quei soggetti e/o simpatizzanti storicamente vicini al centrosinistra. Persone che, deluse dall’assenza di una propria lista ufficiale (del PD) alle prossime elezioni comunali, hanno deciso liberamente e con dignità di impegnarsi nelle uniche due liste presenti… mettendo in gioco la loro faccia.
Inoltre, va ricordato che il 7 maggio scorso, proprio il segretario cittadino del PD, Antonello Naseddu, ha annunciato – a sorpresa – le sue dimissioni, motivandole – con spiccata delusione – non solo per la mancata costruzione di una lista civica chiaramente identificabile nel centrosinistra, ma anche per l’assenza di rappresentanti del PD stesso nelle liste in campo. Naseddu, ha altresì evidenziato come, nonostante un lavoro politico portato avanti per circa tre anni, non sia stato possibile costruire una proposta amministrativa alternativa, attraverso la partecipazione dei propri iscritti.
A seguire, si è dimesso dallo stesso Circolo anche il giovane Yassin Spezziga, (membro della
segreteria dello stesso Circolo PD locale), scegliendo di aderire alla nuova lista del sindaco Fabio Lai. Ed una decisione simile, nel contempo, è stata presa anche da Silvio Ornano, da sempre vicino al Partito Democratico, che ha deciso di sostenere la lista di Stefano Cossu.
Ebbene, parliamo di scelte politiche pienamente legittime e democratiche, (nonché motivate in entrambi i casi da una profonda delusione…), che – (dopo un sano mea culpa) – non dovrebbero essere oggetto di attacchi o polemiche pretestuose, soprattutto da parte di chi oggi tenta di scaricare su altri le
responsabilità di un evidente fallimento politico e organizzativo.
E’ bene sapere, inoltre, che molti cittadini maddalenini hanno sperato fino all’ultimo nella nascita di una lista di centrosinistra o di un progetto riconducibile al Partito Democratico. Tuttavia, tali aspettative sono svanite proprio a causa del lungo immobilismo politico, farcito dalle profonde contraddizioni interne… così come sommariamente spiegato anche da Naseddu e da Spezziga.
Alla fine, i signori del PD, invece di assumersi le proprie responsabilità per la mancata costruzione di una proposta credibile, sembrano preferire il comodo scontro verso due persone che hanno semplicemente deciso di mettersi in gioco per la comunità. Risultato: un atteggiamento che appare palesemente incomprensibile e persino controproducente.
Ora, nel tentativo di giustificare questo pasticcio, emerge molto comodamente che nel corso delle interlocuzioni politiche con una delle due liste in campo (Sindaco Lai), sarebbero venute meno le condizioni per costruire un percorso condiviso: il centrosinistra attribuisce tale fallimento a divisioni interne dell’altra coalizione, rinvii e mancanza di chiarezza sugli impegni politici assunti…
E così, restano alcune domande inevitabile:
- Di quali impegni politici assunti si parla?
- E soprattutto: con quale logicità si pensava di imporre decisioni all’ultimo momento a realtà civiche già strutturate e operative da tempo?
La deduzione logica… è che il problema appare tutto interno al Partito Democratico, ormai assente da tempo nella scena politica maddalenina.
E soprattutto… va evidenziato proprio che la scelta di interrompere il dialogo con altre componenti civiche, giudicata non sufficientemente credibile o definita, dedotta all’interno del PD stesso, confermano una (confusa) frattura politica ormai evidente tra l’area di centrosinistra e le attuali forze civiche presenti nel confronto elettorale.
Concludendo… il nostro caro PD, piuttosto che concentrarsi sulle libere e legittime decisioni di Silvio Ornano e Yassin Spezziga, forse dovrebbe interrogarsi sulle proprie difficoltà interne e lavorare seriamente per ricostruire un’identità politica oggi apparsa sempre più profondamente indebolita.
(Alberto Tinteri)
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