Elezioni Comunali La Maddalena. Anche il PD presenterà la sua lista: “Noi ci siamo”
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REDAZIONE – Anche il Partito Democratico si presenterà alle prossime Elezioni comunali di Giugno con una propria Lista.
Lo ha annunciato il Segretario del Circolo PD “Pier Paolo Pasolini” di La Maddalena, Architetto Antonello Naseddu:
“È passato più di un anno da quando, come circolo locale del Partito Democratico, abbiamo convocato la prima riunione del cosiddetto “tavolo di centrosinistra”. L’idea era precisa: creare un terreno condiviso tra rappresentanze progressiste, per gettare le basi di una lista aperta anche a rappresentanze esterne, capace di tenere insieme sensibilità e competenze diverse. Non era certo facile far dialogare persone con un passato politico talvolta in contrapposizione. Non era facile, ma ci siamo detti che valeva la pena provarci.
Abbiamo fatto sedere insieme, attorno alla segreteria del nostro partito, i candidati del “campo progressista” che si erano presentati alle ultime elezioni regionali — elezioni nelle quali abbiamo deciso, credo responsabilmente, di non proporre alcun candidato locale —, i rappresentanti delle sigle del centrosinistra isolano, compreso il rappresentante di Progetto Sardegna, che, sebbene si fosse presentato in contrapposizione alla lista del campo largo, rappresentava indiscutibilmente un elemento importante del panorama progressista locale, insieme ad alcuni esponenti pubblicamente riconosciuti della sinistra locale. Non avevamo certo la pretesa di avere una rappresentanza completa, ma quello poteva essere un inizio. Appunto.
Abbiamo convocato varie riunioni, animati dalla speranza che stavolta l’unità della sinistra fosse davvero a portata di mano. Lo abbiamo fatto in modo costruttivo, generoso e umile, proponendoci non come protagonisti, ma come facilitatori di un dialogo che ritenevamo necessario.
Poi qualcosa si è rotto, e non certo per volontà nostra. Da parte di qualcuno si è ritenuto che fosse preferibile rappresentare un gruppo più ristretto, escludendo persone probabilmente scomode, piuttosto che discutere dentro uno spazio più ampio, anche se più complicato sul piano del confronto politico.
Personalmente credo che la democrazia, sebbene sia un valore che tutti diamo per scontato, sia anche difficile da praticare. L’esercizio della democrazia richiede sforzi continui, richiede l’accettazione delle idee altrui, comprese quelle in contrapposizione, e richiede anche, perché no, di riconoscere che possano esistere persone con capacità comunicative e autorevolezza superiori alle nostre.
La democrazia è dialogo, è confronto. È una strada che vale la pena percorrere tutti insieme.
Alla fine del percorso non ci sono certo in premio alte cariche o “poltrone”, come molti le definiscono, capaci di cambiarti la vita. Ci sono invece responsabilità, certo importantissime, che ti chiamano a metterti al servizio della comunità, impiegando tempo, risorse e capacità personali, se ne hai.
È questo lo spirito con il quale mi piace, e ci piace, vivere la politica.
Constatiamo che, per come si sono messe oggi le cose, questa unione non è più possibile costruirla. Almeno non come ce l’eravamo immaginata.
Eppure questo, per quanto ci dispiaccia, non è un motivo sufficiente per desistere. Vogliamo che si sappia che non è nostra intenzione buttare all’aria anni di riunioni, discussioni, ipotesi, documenti.
Non sarebbe giusto per noi e per ciò che abbiamo voluto con determinazione.
Siamo fermamente convinti che questa comunità abbia bisogno di un approccio progressista allo sviluppo. Una prospettiva che non deriva da una semplice postura ideologica, o non solo da quella, ma dalla convinzione che sia necessario guardare le cose secondo un punto di vista ben preciso.
Dobbiamo dare una risposta seria ed efficace a chi, nella nostra comunità, vive una condizione di difficoltà.
Dobbiamo immaginare e sviluppare, a partire dai progetti strategici che si realizzeranno nei prossimi anni, un modello di crescita i cui benefici siano distribuiti nel modo più ampio e democratico possibile, consapevoli del fatto che anche localmente esiste un divario tra classi sociali che bisogna avere il coraggio di affrontare.
Dobbiamo costruire una politica culturale che coinvolga prima di tutto la nostra comunità e che faccia leva su temi che le nostre associazioni ci stanno indirettamente chiedendo di sviluppare: arte, letteratura, cinema.
Dobbiamo restituire senso all’ormai inflazionata “sostenibilità ambientale”, un concetto che vorremmo tornasse ad avere il suo significato originario, attraverso scelte coraggiose che guardino al benessere delle generazioni future.
Dobbiamo tornare a considerare l’urbanistica come un tema che riguarda la qualità dello spazio pubblico e non soltanto gli interessi dei privati.
Non è nostra intenzione abdicare. Noi dobbiamo e vogliamo esserci.
Vogliamo costruire insieme a chi considera il nostro approccio e le nostre idee non un limite, ma un valore aggiunto”.

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