CULTURA & SPETTACOLO

Fastame al Salone Internazionale del Libro

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Il Maddalenino Ingegnere Chimico e Letterario

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al Salone Internazionale del Libro a Torino

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LA MADDALENA – Nella collana “Bibliotheca Sardac’è il classico più noto di Emilio Lussu: “Marcia su Roma e dintorni”. Un opera che viene riproposta in questa edizione con una prefazione di Alberto Asor Rosa e con due scritti in appendice, presentati per la prima volta in traduzione italiana a cura del maddalenino Gian Carlo Fastame, al quale si affianca “Nascita di un uomo” e altri racconti di Giuseppe Dessì a cura di Nicola Turi.

Una raccolta di undici racconti, il primo dei quali un inedito e uno scritto di natura saggistica, che trattano tematiche attualissime: moralità e senso di responsabilità.

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Con Studi sul lessico sardo dell’illustre etnologo e glottologo tedesco Max Leopol Wagner, anche la traduzione di Leonie Schroder a cura di Giulio Paulis. Arrivano così a ben 160 i titoli di questa collana di letteratura. La composita trattazione è arricchita anche da 15 carte linguistiche in cui sono presentati i dati eccezionalmente registrati in 75 località.

fastameA Gian Carlo Fastame, che ha partecipato in prima persona, con la sua traduzione inedita, alla redazione del libro su Emilio Lussu, trovandosi così protagonista di quest’opera al Salone Internazionale del Libro di Torino, abbiamo posto due domande.

Quale novità su  Emilio Lussu?

È utile fornire alcune spiegazioni prima della lettura di questo testo.

La trilogia delle opere principali di Emilio Lussu, da tutti riconosciuta, è costituita da: La catena (Parigi, Edizioni di Giustizia e Libertà, 1930), Marcia su Roma e dintorni (Parigi, Critica, 1931), Un anno sull’Altipiano (Parigi, Edizioni italiane di cultura, 1938).

Da queste discendono tutte le riedizioni e traduzioni successive.

La novità sta nel fatto di aver letto nella rivista Americana The Atlantic Monthly, Boston, del giugno  e luglio 1930,  due scritti di Emilio Lussu, col titolo “A thousand to one” (Mille contro uno), e “The flight from Lipari” (la fuga da Lipari), in cui descrive l’assalto squadrista da lui subito a Cagliari (ottobre 1926) e la clamorosa fuga dal conseguente confino di Lipari, che di fatto sono un’anteprima della Marcia su Roma e dintorni.

Teniamo presente che la fuga da Lipari e è del luglio 1929, e che Lussu, rifugiato a Parigi, cominciò subito a scrivere di questi fatti, con lo scopo da lui stesso dichiarato «di consentire che il lettore straniero si facesse un’idea, a grandi linee intuitive, del fascismo, dell’antifascismo e della stessa civiltà italiana».  In questa anteprima, Lussu scrive di nomi e di riferimenti non presenti nel successivo libro.

La spiegazione è semplice: Marcia su Roma e dintorni sarebbe finita sicuramente nelle mani della polizia fascista, alla ricerca dei complici, quindi Lussu si era auto-censurato, mentre non aveva questo problema nell’edizione Americana, consentendoci una visione più chiara degli eventi.

Quel che ho fatto è stato fare una ricerca su altri scritti di Emilio Lussu, di Francesco Saverio Nitti e di Carlo Rosselli, e poi tradurre.  Per me, un lavoro esaltante. Grazie all’editore Ilisso per aver accolto questo lavoro.

Un Chimico come lei, non un uomo di lettere, quando ha scoperto di essere uno scrittore?

Se non siamo analfabeti, tutti possiamo essere uomini di lettere. Il guaio è che leggiamo poco, o niente.  

Io leggo molto, e sono grato ai miei professori del Liceo Classico Siotto Pintor di Cagliari, che mi hanno insegnato l’analisi logica e la logica, quindi a leggere un testo dopo averne studiati l’autore, l’origine e l’ambiente in cui è collocato, a tradurlo in quest’ottica, e soprattutto a poterne dare “spiegazione e commento”. Li ricordo con affetto (tra tutti, il Prof. Corrias, il Prof. Meloni, e il Prof. Caddeo), e ancora li ringrazio pensando a quando mi assegnavano un voto insufficiente, tra il 4 e il 5, per una traduzione decente ma superficiale, e a quando mi hanno portato a rimediare a forza di notti insonni sui libri.

Ho scoperto il piacere di scrivere quando ne ho avuto il tempo, prima la testa era concentrata sul lavoro, che ho sempre amato, grazie a mia moglie Vittoria che gestiva casa, famiglia, e me. Finora, oltre Lussu, ho pubblicato “Garibaldi a casa” con l’editore Taphros, Mare e Sardegna di D. H. Lawrence (nuova traduzione ragionata e documentata), Il Conte de Minerva (il racconto di un’esperienza di un viaggio in Sardegna di un Francese, del 1857, un vero giallo alla Montalbano), e La questione de La Maddalena, derivato da Henri Marmonier, Deputato dell’Assemblea Nazionale di Parigi, del 1896, che è che è in fase di valutazione per un possibile sviluppo, e che ribalta i luoghi comuni dell’ingresso dei maddalenini-bonifacini  nel Regno di Sardegna nel 1767: 33 coloni-pastori bonifacini costretti alla resa da una spedizione militare di 150 armati con 14 cannoni, anche mercenari stranieri al soldo del Re di Sardegna. L’anno prossimo “festeggeremo” il 250° anniversario di questa invasione militare subita.

Ora ho iniziato un libro impegnativo, considerato il personaggio: Napoleone. Ci vorranno due anni per venirne parzialmente a capo, poiché sto trovando informazioni contraddittorie. Vorrei essere Pirandello, lui riuscirebbe a capirne le cento anime.

Un’ultima considerazione: non sono uno scrittore, sono un chimico, e un mio Professore di Università spiegava che un Chimico è “rotondo”, poiché tutto è chimica, la vita, la respirazione, il battito cardiaco, lo stimolo sessuale, la fame, il cibo, il pensiero, tutto discende da reazioni chimiche. Anche un bacio, anche parlare Inglese, anche tradurre, è chimica. Conoscere questi meccanismi può essere d’aiuto. Ad esempio, zucchero e aminoacidi sostengono un cervello che pensa, se non pensa il cervello li mette di scorta nel grasso. Quindi esistono magri ignoranti, che non ne assumono, e grassi colti, che ne assumono in abbondanza. Questo indica che siamo di fronte a una reazione di equilibrio chimico reversibile.

Chi può la gestisce… io può“.

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