“Francesco Onorato”… il ricordo di Stefano Boeri
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La Lettera
Francesco Onorato, per tutti Francesco o France’ aveva due famiglie.
“La prima, la più vicina e amatissima, con Rita, Giso, Davide e Anna, Lino e Virginia e Paolo. E poi la nostra famiglia, i Boeri, che Francesco ha frequentato fino a diventarNe una parte integrante per 60 anni, 50 dei quali -dal 1968 al 2018 – passati insieme a nostra madre Cini.
Cini Boeri e Francesco Onorato, molto al di là del rapporto professionale che li univa, sono stati per 5 decenni una coppia inseparabile.
Nessuno meglio di Francesco sapeva interpretare e addirittura anticipare i gusti estetici, le preferenze sulle persone, i desideri alimentari e anche le benevole fissazioni di nostra madre.
E nessuno meglio di Francesco sapeva come a volte arginare le pretese eccessive di nostra madre, sapeva come farla ragionare, con argomenti semplici e insieme convincenti.
Questo loro legame è stato profondo e speciale; così speciale da unirci e legarci per sempre, – tutti noi figli, nuore e nipoti – attorno a loro due e attorno a due luoghi e due case speciali: la casa bianca di piazza S. Ambrogio a Milano e la casa Bunker ad Abbatoggia, qui, sulla nostra bellissima isola.

Francesco era una persona buona ma non accondiscendente: famose erano le sue sfuriate quando noi figli e nipoti non rispettavamo le scelte di Cini che lui liberamente, E da lei MAI smentito, interpretava: si trattasse di un’amicizia da non frequentare, o di una stanza lasciata in disordine.
Francesco era una persona semplice ma insieme dotata di una grande e ricca saggezza. Non si contano le volte in cui – magari usando proverbi popolari o brevi racconti – ci ha dato, mi ha dato, vere e proprie lezioni di vita.
Francesco era generoso e insieme straordinariamente aperto nei modi di pensare e avanti nei tempi: aveva saputo trasformare il suo orientamento sessuale, da una condizione vissuta inizialmente con difficoltà e dolore ad una scelta coraggiosa da vivere con gioia e grande dignità, senza mai rivendicarla e neppure lamentarsene.
E proprio in questo io credo fosse nata la formidabile complicità con Cini.
Entrambi sono stati capaci nella vita di aver trasformato una condizione di fragilità iniziale in una forza vitale, libera da moralismi e nemica di ogni pregiudizio.
Mia madre Cini, noi figli, le nostre mogli e i nostri figli TUTTI adoravamo Francesco, e oggi che ci ha lasciato non possiamo fare a meno di pensare che continuerà a vivere nei nostri ricordi e anche nelle storie maddalenine misteriose, a volte inquietanti e sempre esilaranti, con cui ha riempito il nostro immaginario familiare.
Come quella dello spazzino Tobia e del suo asino o del povero becchino Babbullo che morì schiacciato da una bara scivolata di lato nel momento della sepoltura. O quella del magico cane bianco che appariva promettendo monete d’oro vicino alla Colonna Garibaldi.
Oggi, a salutarti con tutti noi per l’ultima volta, sono sicuro che ci sono anche loro.
Carissimo Francesco… resterai sempre con noi!
Sandro, Tito, Rossella, Maddalena, Silvia, Giacomo, Giulia, Filippo, Antonio, Bianca, Carlo, Tobia, Mia, Ginevra, Rocco, Emma, Nina, Tommaso, Nicolò e Fabietto Boeri…
Stefano Boeri

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