Francesco Vittiello: “Un PUC senza strategia politica che non guarda il futuro”
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Comunicato delle Opposizioni Consigliari
REDAZIONE – “Giovedì 26 febbraio è stato approvato il PUC. In coerenza con le posizioni tenute in questi 5 anni e mezzo dove le opposizioni sono state totalmente escluse da un obbligatorio doveroso e costruttivo coinvolgimento, per questo, dopo aver partecipato attivamente al dibattito in aula facendo emergere tutte le criticità delle scelte fatte dalla sola maggioranza, di non essere presenti alla votazione finale, in modo da contestare palesemente l’operato unidirezionale dell’Amministrazione e, nel contempo, di non essere complici dell’approvazione di un piano che riteniamo di non rispecchiare (come deve essere) l’interesse pubblico e che non genera prospettive di crescita all’ intera comunità maddalenina. Le scelte operate sono limitate al presente senza prospettive concrete che guardino al futuro, un piano che manifesta chiaramente la mancanza di una strategica visione politica, di quella politica locale circoscritta a pochi, che si è piegata supinamente alle esigenze di singoli, disattendendo le necessità dei più.
Entrando nel particolare durante il dibattito sono state evidenziate le tante carenze ed i tanti vincoli contenuti nelle Norme Tecniche del Piano che, di fatto, rendono lo stesso di difficile attuazione nella quasi totalità dei casi.
Una fra tutte, il dichiarato sottodimensionamento del depuratore dei reflui urbani che, come peraltro è stato riportato negli stessi elaborati di Piano, risulta essere sottodimensionato già oggi rispetto alle esigenze attuali. Questo problema viene esaltato soprattutto nel periodo estivo che come tutti sanno, si caratterizza per una presenza antropica sull’isola di grande importanza numerica.
Questa criticità, sollevata in fase di valutazione del Piano da parte degli Enti competenti in materia ambientale, impone che l’attuazione delle nuove espansioni previste dal Piano sia condizionata ad una verifica positiva delle capacità di flusso di portata del carico della rete fognaria e della idoneità depurativa dell’impianto comunale”. Questo aspetto non è stato risolto, condizione che risulta essere vincolante in quanto riportata nelle stesse Norme del Piano secondo cui “l’attuazione (delle nuove espansioni) è subordinata alla preventiva verifica della adeguatezza delle reti fognarie e della capacità di trattamento degli impianti di depurazione”.
Di fatto, un Piano così carente e palesemente monco ma che nel suo obiettivo crea false aspettative di crescita mentre invece contiene incertezze sulle reali possibilità di attuare nuove zone residenziali, artigianali, nuove case popolari e nuovi alberghi.
Nella approvazione non esiste alcuna revisione, previsione o potenziamento della viabilità esistente con tutto quello che consegue (incroci, zone a traffico limitato, sensi unici, parcheggi dedicati ai residenti, parcheggi in prossimità degli arenili, marciapiedi, etc.)
Nessun riferimento alla pianificazione delle superfici adiacenti il porto che siano a supporto ed integrate al Waterfront. La sistemazione e trasformazione del porto e delle sue potenzialità è considerata l’opera pubblica che, più di altre, può contribuire in modo determinante a cambiare drasticamente il volto della città.
Nessuna visione strategica emerge verso le isole minori. Esaminando Caprera che, considerando la possibilità di rifunzionalizzazione dell’Ex Club Med e di Punta Rossa, avrebbe dovuto prevedere la possibilità di realizzare infrastrutture, di supporto a queste possibili attività come gli accessi in sicurezza, la viabilità periferica, comodi e sicuri parcheggi, tutti i sottoservizi (energia elettrica, acqua, fognatura, ect.) che diano la possibilità di rendere tali strutture, insieme agli attuali chioschi ed eventuali altre piccole attività che si sarebbero potute sviluppare nei fabbricati ex militari esistenti, più funzionali, più sicure e più rispettose dell’ambiente, creando quello che poteva essere chiamato “Sistema Caprera”.
Inoltre la maggioranza recepisce le previsioni del PUL, solo riguardo ai tratti di costa dove poter installate i pontili galleggianti trascurando la linea di costa prospiciente dove i pontili si dovrebbero collegare che nel piano viene classificata come zona H2 di massima tutela. Questa “scelta” anomala, rende di fatto arduo, se non impossibile ottenere una autorizzazione per realizzare le opere di collegamento a terra, necessarie per poter usufruire degli stesi pontili garantendo l’accessibilità a tutti gli utenti comodamente ed in totale sicurezza.
In conclusione l’unica che ci guadagna è la regione che ringrazia: tutto quello che poteva essere oggetto di trattativa tra comune e regione a beneficio dell’intera comunità maddalenina, non sarà più una opzione possibile, perché l’amministrazione Lai le ha regalato tutte le trasformazioni e le modifiche richieste senza che la comunità Maddalenina abbia ricevuto nulla in cambio.”
Francesco Vittiello
Annalisa Gulino
(Capigruppo)
Stefano Cossu
Alberto Mureddu
Giovanni Manconi
(Consiglieri comunali)
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