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Il caso dell’Influencer a La Maddalena, con un like che pesa più di una norma di legge violata

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Incredibile come ogni stronzata debba passare per oro colato…

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REDAZIONE – Faccio riferimento all’articolo di stampa pubblicato ieri lunedì 1 settembre dal quotidiano La Nuova Sardegna(vedi), per esprimere la mia opinione…

Arrivi in Sardegna, noleggi un gommone con skipper,  e approdi in una cala protetta a Caprera dove non si può sbarcare per legge. In quel momento puoi fare due cose: abbassare lo sguardo facendo finta di essere distratto o alzare lo smartphone.

Piero Armenti, influencer da 650 mila follower, – (giornalista, blogger, esperto di viaggi, imprenditore turistico) – ha scelto la seconda. Telefono puntato, video su Instagram, commento entusiasta: «Che meraviglia!».

NDR – Eh già… che meraviglia! Stavamo aspettando Armenti per saperlo anche noi… – Quindi i più fessi saremo proprio noi residenti che non possiamo adare in certi posti per ammirare le nostre meraviglie?

Peccato però che quella meraviglia fosse una violazione. E che, grazie alla potenza del suo profilo, l’infrazione sia diventata pure un contenuto virale.

Il Parco della Maddalena ha provato a ricordargli la regola più semplice del mare: stare a duecento metri dalla battigia. Nulla di tecnico, nulla di oscuro. Una norma che sanno anche i bambini. Ma Armenti non solo non ha fatto un passo indietro, chiedendo scusa anche ai tanti cittadini che rispettano le regole: ha invece risposto con un mailbombing contro la presidente del Parco, Rosanna Giudice, invitando i suoi fan a scriverle in massa. (Tecnicamente significa inviare numerose email ad un indirizzo di posta elettronica, con l’obiettivo di mandare in overflow la casella postale dell’indirizzo email indicato…)

E qui la storia cambia tono. Perché un richiamo istituzionale subisce un’aggressione digitale, e una parte della politica – come la sindaca di Erula, Marianna Fusco – arriva persino a schierarsi con l’influencer, sostenendo che la responsabilità fosse solo dello skipper e che Piero e la sua compagnapromuovono il territorio”.

Ma la questione non è mai stata il volante, la manovra, il gommone: la questione è la narrazione.

E subito viene anche richiamato il classico esempio del cappero: Se un tassista mi porta a 180 all’ora, sbaglia lui. Ma se io pubblico il video esaltando l’esperienza, divento testimonial della pericolosità. Se un maestro di sci mi guida fuoripista sotto un cartello “pericolo valanghe”, sbaglia lui. Ma se io racconto online che è stata un’avventura da consigliare, divento megafono dell’imprudenza.

Gli influencer non sono turisti qualunque:

  • Sono altoparlanti: ogni contenuto amplifica, ogni post diventa esempio. Trasformare un gesto vietato in spettacolo social non è promozione, è normalizzazione dell’errore.
  • Un like dura un istante: un fondale di posidonia, devastato da ancoraggi e sbarchi indiscriminati, ci mette secoli a ricrescere.

Davvero basta un reel virale per cancellare questa differenza?

La violazione della norma in argomento riguarda lo sbarco o l’atterraggio in un’area protetta: e questa è legge per tutti. Tecnicamente può essere lo skipper a commettere l’infrazione, ma il punto non è la multa: è il messaggio.

Quel bel messaggio sostenuto poi anche dalla Sindaca di Erula, Marianna Fusco, che nulla ha a che vedere con la gestione di questo territorio e che dovrebbe contenersi nel promuovere certe situazioni fuori legge… a meno che non voglia piacevolmente pavoneggiarsi sulla stampa per ottenere qualche like in più… mancante dal suo programma politico.

La narrazione distorta, quindi, ha trasformato una violazione di legge in “contenuto virale” e cambia il peso del gesto. Non è più un errore da turista inconsapevole, ma un modello mediatico sbagliato e volutamente rilanciato a centinaia di migliaia di persone… irresponsabilmente.

Bene ha fatto la Presidente del Parco Nazionale di La Maddalena Dr.a Rosanna Giudice, a richiamare all’ordine l’infuencer Armenti, perchè nel caso di ecosistemi fragili come quello di La Maddalena, un singolo gesto moltiplicato per migliaia di follower può avere effetti devastanti: di emulazione e di danno ambientale.

Un influencer non è un turista qualsiasi… perché la sua voce è amplificata: pubblicare e celebrare un comportamento sbagliato (come in questo caso), un comportamento fuori legge, significa farsene testimonial.

Ha capito bene Signora sindaca di Erula… Signora Fusco?

(Alberto Tinteri – Blogger La Maddalena)

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2 comments

Pier Luigi Brogli

Salve sono un turista di Bologna.
Da anni siamo a La Maddalena in questo periodo. Condivido pienamente quanto scritto dal signor Alberto Tinteri. In più aggiungo che sicuramente il signor influencer era al corrente del divieto ma ha fatto molto probabilmente finta di non sapere nulla.
È molto più comodo e veloce arrivare in barca e fare il fenomeno che non affrontare il percorso trekking come ormai faccio io tutti gli anni. Consiglio caldamente a questo ragazzone tale percorso in quanto fa bene alla salute e lo aiuterà anche a dimagrire un po’ e ad avere sicuramente più followers rispetto a quelli che ha già.
Per quel che riguarda la tutela del paesaggio posso solo dire che sono con l’ente Parco, e auspico si possano rendere ancora più costosi gli accessi soprattutto ai privati intesi come turisti singoli, visto che a ogni ormeggio di barche noi “volenterosi” facciamo raccolte di plastica.

ADRIANO

ma se non è possibile multare lui. sicuramente sarà possibile ile multare lo Skipper per avere consapevolmente violato le regole

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