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Il Caso di Ferrara. Seppelliscono la bara ma la salma è ancora in ospedale

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REDAZIONE – Il caso emerge a Ferrara alcuni giorni dopo il funerale di una donna di 86 anni, quando dall’ospedale arriva una comunicazione inattesa destinata ad Amsef, l’agenzia di onoranze funebri controllata dal Comune.

La Direzione sanitaria segnala che la salma della defunta si trova ancora nelle celle frigorifere dell’obitorio, in attesa del ritiro da parte degli operatori.

La società comunale avvia quindi una ricostruzione dettagliata degli eventi per chiarire come sia stato possibile celebrare il rito funebre e procedere alla tumulazione senza che il corpo fosse mai stato trasferito dal luogo del decesso.

Secondo la prima ricostruzione, sarebbe stata coinvolta un’agenzia privata incaricata del trasporto della bara vuota fino all’ospedale. Gli operatori di Amsef, trovando il feretro già chiuso, avrebbero proceduto alla saldatura e alle fasi successive senza verificare la presenza della salma.

Sulla vicenda il Procuratore della Repubblica di Ferrara – Andrea Garau –  ha disposto l’apertura di un fascicolo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato, mentre è stata programmata l’estumulazione per accertare se la bara sepolta fosse effettivamente vuota o, nell’ipotesi peggiore, contenesse un corpo diverso.

L’indagine intende accertare le procedure seguite, il ruolo delle diverse agenzie coinvolte e il momento esatto in cui si sarebbe verificata l’anomalia. Gli accertamenti proseguono, mentre il caso resta affidato agli organi competenti per definire responsabilità ed eventuali irregolarità.

Riposi in pace… (dentro la bara)

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