Incendio a Santa Maria. Il sindaco: «Nessuno ha voluto i soldi per acqua e cibo da dare ai soccorritori»
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La solidarietà degli Isolani…
REDAZIONE – A due giorni dall’incendio che ha devastato una parte dell’Isola di Santa Maria, nell’Arcipelago di La Maddalena, il terreno è ancora caldo. E il vento di maestrale che sta interessando l’isola mantiene alta l’attenzione sul rischio di eventuali riaccensioni.
Per questo il Corpo Forestale, nella mattinata di ieri, ha disposto nuovamente l’invio dell’elicottero della base di Anela, chiamato a supportare le operazioni di bonifica da parte degli operatori a terra, coordinati dal personale della Stazione Forestale di La Maddalena, impegnato nel controllo dell’area e nella verifica dei punti ancora interessati dal calore.
Ma accanto alla cronaca dell’incendio, delle fiamme divampate, domate e poi ripartite, resta la cronaca di momenti drammatici. Una notte nella quale il buio ha imposto lo stop ai Canadair proprio mentre il rogo non era ancora completamente spento.
«Sono state giornate lunghe, difficili, che hanno messo a dura prova tutti noi» – racconta il sindaco da Santa Maria – «Ma la fase che, senza dubbio, ha fatto più male è stata quella della sospensione delle operazioni dei Canadair al tramonto, quando l’incendio non era ancora spento. Vedere bruciare una parte del tuo territorio e sapere di non poter fare nulla, restare lì a guardare il fuoco avanzare, è stata una delle sensazioni più dolorose che abbia mai provato. Una tristezza che mi porterò nel cuore, insieme alle immagini di quelle ore».
Poi è arrivata la notte. E, con essa, la parte più difficile dell’emergenza.
«Pochi mezzi, poche possibilità, ma uomini e donne che non si sono tirati indietro. Gli operatori sono rimasti lì per ore, continuando a combattere il fuoco e cercando, con ogni mezzo possibile, di limitare i danni. Abbiamo capito ancora una volta quanto il coraggio e il senso del dovere di poche persone possano diventare una luce nel buio. Quando tutto sembrava più difficile, loro erano ancora lì. A difendere la nostra terra anche per chi, da lontano, non poteva fare altro che sperare».
Ma in mezzo alla distruzione c’è anche una storia fatta di solidarietà, una storia che racconta il volto più autentico della Comunità maddalenina: «Quando siamo andati nei bar, nei supermercati e nelle attività per comprare cibo e bevande per il personale impegnato nell’emergenza, nessuno ha voluto essere pagato. Nessuno! – I nostri giovani hanno preso i gommoni, di notte, e hanno sfidato le onde per consegnare tutto agli operatori a Santa Maria».
Un’immagine che rimane accanto a quelle, molto più drammatiche, delle fiamme:
«Forse è proprio questo il lato più romantico e più vero della nostra comunità: quando c’è veramente bisogno, diventiamo tutti un po’ più vicini».

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