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La Giornata Mondiale “contro la violenza sulle Donne”

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Rispettare la Donna, vuol dire rispettare la Mamma, la Sorella e la Figlia

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REDAZIONE – Gli episodi di violenza sulla Donna, sono tutti premeditati con enorme cattiveria, e non sono atti irrazionali ma tendono a stabilire, tragicamente, un clima di controllo sulla donna stessa.

Il tragico evento della orrenda morte di Giulia Cecchettin, ci costringe in questi giorni, purtroppo, ad assistere ad una serie di dibattiti televisivi, persino vergognosi e deplorevoli, dove numerosi soggetti politici (di bassissima valenza) ed altri, se la cantano e se la ballano con il “copia e incolla” del patriarcato, ormai svanito nella storia, portando la seria questione, con le consuete prove muscolari da miserevole campagna elettorale, e perdendo così di vista il vero problema che ci sta affliggendo tutti: La violenza contro le donne.

Un fenomeno, purtroppo, molto diffuso nella nostra società, una questione di cui si è cominciato a parlare apertamente da poco più di trent’anni. La conoscenza che di esso si ha, a livello sociale ed istituzionale, è molto scarsa e frammentata, ed i pregiudizi su chi è maltrattata e su chi viene maltrattato sono molto diffusi. Il proliferare di stereotipi non aiuta certamente nell’identificare e circoscrivere chiaramente la violenza di genere; solamente attraverso il riconoscimento delle differenze, può solamente contrastare tali pregiudizi che originano diffidenza e paura.

In Italia, i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

I dati del Report (vedi) del Servizio analisi criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale aggiornato al 19 novembre 2023 evidenzia che:

  • nel periodo 1 gennaio/19 novembre 2023  sono stati registrati 295 omicidi – (+4% rispetto allo stesso periodo del 2022), con 106 vittime donne – (-3% rispetto allo stesso periodo del 2022 in cui le donne uccise furono 109);
  • le donne uccise in ambito familiare/affettivo sono state 87 – (-4% rispetto allo stesso periodo del 2022 in cui vittime furono 91); di queste, 55 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner (+4%).

Secondo il Ministero della Salute, la violenza ha effetti negativi a breve e a lungo termine, sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva della vittima. Le conseguenze possono determinare per le donne isolamento, incapacità di lavorare, limitata capacità di prendersi cura di sé stesse e dei propri figli. I bambini che assistono alla violenza all’interno dei nuclei familiari possono soffrire di disturbi emotivi e del comportamento. Gli effetti della violenza di genere si ripercuotono sul benessere dell’intera comunità.

Secondo l’ultima nota Istat sulle vittime di omicidio – (vedi), nel 2021 sono stati commessi 303 omicidi. In 184 casi le vittime sono uomini e in 119 sono donne (il 39,3% del totale). Le vittime uccise in una relazione di coppia o in famiglia sono 139 (45,9% del totale), 39 uomini e 100 donne.

Il 58,8% delle donne è vittima di un partner o ex partner (57,8% nel 2020 e 61,3% nel 2019). Fra i partner assassini nel 77,8% dei casi si tratta del marito, mentre tra gli ex prevalgono ex conviventi ed ex fidanzati. Il 25,2% delle donne è invece vittima di un altro parente, il 5% di un conoscente e il 10,9% di uno sconosciuto.

La percentuale di donne uccise nella coppia o in famiglia è più alta tra le 45-54enni (94,7%) e tra le 55- 64enni (91,7%).

Tra i moventi degli omicidi, il primo posto è occupato da “lite, futili motivi, rancori personali” (45,9%), valore rilevante per le vittime di entrambi i sessi (47,3% per gli uomini e 43,7% per le donne). Al secondo posto figurano i “motivi passionali” (11,6% degli omicidi), con una netta distinzione per sesso (20,2% per le donne e solo 6,0% per gli uomini).

Secondo il rapporto dell’OMS Valutazione globale e regionale della violenza contro le donne: diffusione e conseguenze sulla salute degli abusi sessuali da parte di un partner intimo o da sconosciuti (in lingua inglese), la violenza contro le donne rappresenta “un problema di salute di proporzioni globali enormi”.

Il 25 novembre – cioè domani – si celebra  nel mondo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza istituita dall’ Assemblea generale delle Nazioni Unite, che in questa data invita i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle più devastanti violazioni dei diritti umani.

La campagna invita cittadini e governi a dimostrare il loro impegno per porre fine alla violenza nei confronti delle donne e delle ragazze. Come negli anni precedenti la Giornata Internazionale lancia 16 giorni di attivismo che si concluderanno il 10 dicembre con la Giornata Internazionale dei Diritti Umani.

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