La Maddalena dimenticata dal “Pianeta Sanità”
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Siamo veramente stanchi di questa Sanità
REDAZIONE – Da anni la comunità maddalenina lancia il suo grido d’allarme: sull’isola mancano i servizi sanitari essenziali. Oggi quel grido si fa più forte, perché la situazione è diventata insostenibile.
Gli abitanti — in gran parte anziani e pensionati, con difficoltà economiche e di mobilità — si trovano a convivere con un sistema sanitario ridotto all’osso, che non garantisce più il diritto fondamentale alla salute.
Un ospedale svuotato
Il presidio “Paolo Merlo”, un tempo fiore all’occhiello della sanità gallurese sotto la guida del professor Milani, è stato progressivamente svuotato di reparti, personale e attrezzature.
Oggi non dispone più di un pronto soccorso pienamente operativo, i medici sono pochi e sottoposti a turni massacranti, mentre anche per una semplice visita specialistica o un esame diagnostico i cittadini sono costretti a lunghe attese e a spostarsi fino a Olbia o Tempio, con costi e disagi significativi.
La camera iperbarica dimenticata
Emblematica la vicenda della camera iperbarica, una struttura indispensabile in un’isola marittima come La Maddalena. Nonostante la sua importanza per la sicurezza dei sub e per la gestione delle emergenze mediche, l’impianto resta sotto utilizzato per mancanza di personale specializzato.
Così, in caso di necessità, i pazienti vengono trasferiti in elicottero fino a Cagliari — un paradosso che mette a nudo le contraddizioni della sanità isolana.
Fondi regionali, ma non per l’Isola
Nel Programma Sanitario Triennale 2025–2027 la Regione Sardegna ha stanziato oltre 74 milioni di euro per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico, di cui 2,8 milioni destinati alla ASL Gallura. Tuttavia, le risorse andranno solo al completamento della nuova camera iperbarica di Olbia.
Per La Maddalena, ancora una volta, nessun intervento previsto.
Casa della Comunità e servizi al cittadino
La Casa della Comunità di Padule, annunciata come simbolo della nuova sanità territoriale, si è rivelata inefficiente e inadeguata: mancano personale, servizi e una reale programmazione.
A ciò si aggiunge l’assenza di un centro vaccinale stabile, che costringe famiglie e anziani a spostarsi fino a Olbia o Tempio anche per le vaccinazioni di routine — un disagio enorme durante le campagne stagionali di prevenzione, come quella antinfluenzale.
Storie quotidiane di disagi
Ogni giorno si moltiplicano gli episodi che raccontano la realtà di un territorio dimenticato:
- un centenario costretto a recarsi a Tempio per una visita otorinolaringoiatrica…
- una famiglia obbligata a prendere il traghetto per vaccinare il proprio figlio…
Intanto la risposta delle istituzioni resta sempre la stessa: “manca il personale… non c’è lo specialista”. E quando si tratta di emergenze, ogni minuto può essere decisivo.
“Non chiediamo privilegi, ma diritti.”
La popolazione maddalenina non chiede trattamenti di favore, ma l’applicazione di un diritto costituzionale: quello alla salute.
“La salute non può dipendere da un traghetto o dal vento” — è il messaggio che i cittadini rivolgono alla Regione – (senza polemica alcuna…) – chiedendo un piano sanitario specifico per le isole minori, il rafforzamento immediato del presidio Paolo Merlo, l’invio stabile di medici e infermieri e il ripristino dei servizi essenziali, (anche dalla camera iperbarica al centro vaccinale).
La Maddalena non può più aspettare!
Ogni giorno senza una sanità efficiente è un giorno in cui la vita dei cittadini resta a rischio. Quest’isola che sopravvive, chiede soltanto una cosa:
Essere curata come ogni altra parte del Paese – dignitosamente!
(Politica… se ci sei, batti questo benedetto colpo…)
(Alberto Tinteri)
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