La Maddalena. Inaugurato il nuovo “Ospedaletto Garibaldi”
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REDAZIONE – Grande entusiasmo ieri mattina alle ore 12 in via Anita Garibaldi, per l’inaugurazione del Nuovo Ospedaletto Garibaldi, da parte del Sindaco Fabio Lai e della sua Vice Federica Porcu.
Presenti, la Presidente del Consiglio Giovanna Scotto, il consigliere Luca Falchi, Andriano Greco e Valerio Pisano.
Un nuovo taglio del nastro, con la benedizione del Parroco della Città Don Umberto Deriu e con la presenza massiccia di numerosi cittadini, che oltre ad apprezzare quanto realizzato, hanno riconosciuto il lustro e la dignità dello storico stabile recuperato, riconoscendo anche il ritmo instancabile dell’Amministrazione, determinata certamente a portare a termine le opere annunciate, continuando così a lavorare con concretezza e lasciando da parte le solite polemiche sterili.

E proprio con questo intervento, ha evidenziato il Sindaco Lai nel corso della cerimonia, l’Amministrazione ha mantenuto un’ulteriore promessa: ha recuperato un pezzo di storia cittadina, restituendolo alla collettività e destinandolo ai servizi sanitari e all’associazione AVIS. La ristrutturazione dell’ex Ospedaletto Garibaldi rappresenta un risultato di grande valore, che tocca più ambiti: storico, sociale e sanitario.

Bisogna riconoscere, quindi, che in un solo intervento si è riusciti a recuperare un bene storico abbandonato da decenni e ormai in rovina, con la riqualificazione di un’area periferica della città, risolvendo così il problema degli alloggi di servizio per il personale medico in servizio presso l’Ospedale Paolo Merlo.
Il progetto, voluto dall’Amministrazione Lai, ha consentito di ricavare quattro appartamenti, tutti ben arredati: un monolocale, due bilocali e un trilocale. Il piano terra, invece, è stato destinato all’AVIS, che potrà così aumentare le giornate dedicate alla donazione del sangue e incrementare le scorte disponibili.

L’ex Ospedaletto Garibaldi, dunque, per il suo epocale abbandono, è stato salvato da un sicuro crollo ed oggi torna a nuova vita, mantenendo però la sua vocazione originaria: essere al servizio della sanità e dei pazienti, e quindi un’opera utile per tutta la Comunità.

Agli inizi del Novecento, infatti, su forte volontà di Donna Costanza Garibaldi, la struttura fu realizzata come uno dei primissimi ospedali della Sardegna.

Per l’epoca fu un’autentica rivoluzione: il primo ospedale civile dell’isola, che prestava cure a donne, poveri, soldati reduci della battaglia di Lissia e della Prima Guerra Mondiale. Fu inoltre laico, permettendo a ogni paziente di ricevere assistenza spirituale dal proprio ministro di culto: un segno di grande modernità.

Poi, il lungo abbandono. Purtroppo, nessuna amministrazione ebbe mai la sensibilità o la volontà di intervenire, fatta eccezione per il sindaco Pasqualino Serra, che impedì la cessione ai privati e riuscì a mantenere la proprietà pubblica dell’immobile.
Ma nessuno, fino a oggi, era riuscito a restituirgli la dignità che meritava.

Dopo decenni di degrado, bisogna darne atto, il sindaco Fabio Lai e la sua amministrazione hanno riportato in vita lo stabile, preservandone la storia e restituendolo alla collettività come bene al servizio della sanità pubblica.
L’intervento è stato autorevolmente accolto con unanime apprezzamento:
- Dalla Regione Sardegna è arrivato il plauso dell’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi, che ha definito l’opera “un esempio da imitare in Sardegna, frutto di visione, dedizione e attenzione concreta nei confronti della comunità”.

- Anche il commissario Dr. Ottaviano Contu – Asl Gallura – presente all’inaugurazione, ha espresso grande soddisfazione: “Siete i primi a realizzare un intervento di questo tipo. Questa struttura sarà un valore aggiunto per rendere il Paolo Merlo più attrattivo. Altre città dovrebbero prendere esempio dal lavoro che avete fatto”.
Presenti, anche il Dr. Marcello Acciaro, il Dr. Luca Pilo, il Dr. Pietro Fortuna e la Dr.a Vanina Rognoni, tutte personalità, ha detto il Sindaco Fabio Lai, che hanno contribuito alla realizzazione di questa importante opera.

Concludendo, possiamo affermare che non c’è dubbio che si tratti di un intervento straordinario, una riqualificazione importante di un bene storico che racchiude il significato più profondo della nostra città, (oltre che a dare il fattivo supporto al sistema sanitario locale).
E, speriamo, che anche questa volta l’attenzione resti concentrata sul valore del risultato e non venga oscurata dalle solite sterili polemiche di campagna elettorale… che hanno ormai stancato tutti.
Perché non è possibile che su ogni opera che si realizzi, non vada mai bene nulla!
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Giuliano
mi sembra un’ottima cosa
congratulazioni
speriamo che venga utilizzato per il bene della comunità



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